Le tensioni internazionali, la crisi in Medio Oriente, il conflitto in Ucraina e le prospettive della sicurezza europea. Sono stati questi i principali temi affrontati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo in programma il 19 e 20 marzo. Dopo l’intervento della premier si è aperta la discussione generale con gli interventi delle opposizioni, seguita dalla replica della presidente del Consiglio e dal voto delle risoluzioni. Il confronto proseguirà alla Camera dei deputati dalle ore 16, con interventi dei gruppi parlamentari, replica del governo intorno alle ore 18.30 e voto finale in serata.
La crisi in Medio Oriente – “Voglio relazionare al Parlamento e relazionarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà”. Così Giorgia Meloni ha aperto il suo intervento. “Qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tanto meno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell’impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni”. La premier ha poi aggiunto: “Io mi auguro sinceramente che la crisi in corso possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità. Qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare”.
L’intervento militare in Iran – La presidente del Consiglio ha chiarito la posizione italiana rispetto all’azione militare di Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano. “Quello di Usa e Israele in Iran è un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte”. Meloni ha ricostruito il quadro geopolitico della crisi: “La destabilizzazione globale derivante dall’invasione russa dell’Ucraina ha avuto le sue ripercussioni in Medio Oriente, con una data di inizio chiara: il 7 ottobre 2023. L’attacco barbaro, folle, al territorio israeliano da parte di Hamas, reso possibile anche dal sostegno fornito dall’Iran a questo gruppo terroristico, lo stesso sostegno fornito a Hezbollah in Libano, agli Houthi in Yemen”.
Il nucleare iraniano e i negoziati – Nel suo intervento la premier ha ricordato il ruolo dell’Italia nel tentativo di evitare l’escalation militare. “L’intervento militare di Usa e Israele in Iran è un’escalation militare che l’Italia si è invece impegnata, nei mesi scorsi, ad evitare, insieme a nazioni come l’Oman e il Qatar. Ricordo che, per due volte, abbiamo ospitato a Roma i negoziati sul nucleare, e che, dall’inizio, abbiamo sostenuto ogni sforzo di facilitazione che veniva condotto. A lungo, abbiamo anche tenuto aperto un canale di comunicazione con Teheran, sottolineando l’urgenza di un accordo che assicurasse il carattere esclusivamente civile del programma nucleare iraniano”. Meloni ha poi sottolineato le preoccupazioni sulla questione nucleare: “Perché se da una parte la leadership iraniana ha sempre negato di volersi dotare di un’arma nucleare, dall’altra la Repubblica Islamica – come riferito dal direttore dell’Agenzia atomica delle Nazioni Unite Rafael Grossi – procedeva ad arricchire l’uranio fino ad una purezza del 60%, un livello che qualsiasi esperto della materia riconosce essere molto più alto di quello necessario per gli usi civili del nucleare e molto vicino a quello necessario a fabbricare una bomba atomica”. “È in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano”. “Non essendo stati parte diretta dei negoziati non abbiamo gli elementi per avvalorare con certezza ma neanche per smentire le affermazioni degli Stati Uniti sull’indisponibilità dell’Iran a chiudere un accordo”.
Il rischio nucleare e la sicurezza globale – La premier ha poi ribadito le preoccupazioni legate all’eventuale dotazione nucleare di Teheran. “Spero sia chiaro a tutti in quest’aula che non possiamo permetterci un regime degli Ayatollah in possesso dell’arma nucleare, unita, peraltro, a una capacità missilistica che potrebbe presto essere in grado di colpire direttamente l’Italia e l’Europa. Ancora di più, perché questo scenario segnerebbe la fine del quadro internazionale di non proliferazione, e darebbe il via a una corsa agli armamenti nucleari che avrebbe ripercussioni drammatiche sulla sicurezza globale”.
La tutela dei civili e la situazione in Libano – Nel passaggio dedicato alla situazione umanitaria, Giorgia Meloni ha ricordato “la strage delle bambine nel Sud dell’Iran”, chiedendo che “si accertino le responsabilità”. “Va preservata l’incolumità dei civili e dei bambini”. Riferendosi alla crisi libanese, la premier ha dichiarato: “La situazione in Libano è delicata. La decisione di una nuova guerra contro Israele è scellerata”. Meloni ha spiegato di aver parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, al quale ha espresso “la contrarietà dell’Italia a qualsiasi escalation”, pur riconoscendo “il diritto di Israele alla sua difesa agli attacchi di Hezbollah”. “In Libano sono presenti oltre mille soldati italiani della missione Unifil. La sicurezza del personale va garantita in ogni momento, reiteriamo la richiesta ad Israele”.
Il coordinamento internazionale – La presidente del Consiglio ha spiegato che il governo italiano ha mantenuto contatti costanti con gli alleati e i leader regionali. “Il governo italiano si è tenuto in continuo contatto con i leader mediorientali e i principali alleati sin dall’inizio della crisi per coordinare le iniziative”. “Ho promosso un coordinamento con Germania, Francia e Regno Unito per coordinare le risposte nazionali”, ha aggiunto, spiegando che l’obiettivo è “favorire iniziative che possano riportare la stabilità nell’area”.
Il rimpatrio degli italiani dal Medio Oriente – Nel corso dell’intervento la premier ha fatto riferimento anche ai connazionali rimasti bloccati nella regione. “Sono stati predisposti voli che hanno consentito il rimpatrio di 25 mila italiani rimasti bloccati dalla crisi in Medio Oriente. Ringrazio tutte le nazioni del Golfo per l’aiuto”, oltre al “ministero degli Esteri, l’intelligence e la Protezione civile”.
Le basi Usa e il ruolo del Parlamento – Sulle basi militari statunitensi in Italia, Meloni ha chiarito: “Le basi concesse agli Usa dipendono da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore. Nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo prendere una decisione, ma ribadisco che la decisione in quel caso sarebbe affidata al Parlamento. Ribadisco anche allo stesso modo che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta”.
Carburanti e rischio speculazioni – La premier ha affrontato anche il tema dell’aumento dei prezzi dell’energia. “Riguardo all’attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi, compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”.
Il conflitto in Ucraina – Nel suo intervento Giorgia Meloni ha ribadito la linea italiana sul sostegno a Kiev. “L’Italia resta al fianco dell’Ucraina come ho avuto modo di ribadire al presidente Zelensky nel nostro ultimo contatto giovedì scorso. Difendere l’Ucraina significa difendere l’intero continente europeo”. “Il sostegno occidentale ha impedito l’invasione dell’intera nazione da parte della Russia, come si era prefissata”. Secondo la premier, “dopo mesi di scarsissimi progressi sul campo, nel mese di febbraio la Russia ha perso più territori di quanti ne abbia conquistati”, dati che smentiscono “la propaganda del Cremlino che è forte anche in Italia”. “L’obiettivo per l’Ucraina è una pace vera che non si costruisce nel vuoto ma attraverso sforzi condivisi, in particolare attraverso i negoziati promossi dagli Stati Uniti”. Meloni ha inoltre annunciato che l’Unione europea sta lavorando al ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca per ridurre le entrate che alimentano la macchina bellica del Cremlino e ha definito “fondamentale per la sopravvivenza dell’Ucraina” il nuovo prestito concordato a livello europeo.
Divisioni in Europa e sicurezza energetica – La presidente del Consiglio ha citato anche le tensioni interne all’Unione europea legate all’oleodotto Druzhba. “Oggi siamo di fronte a uno stallo che crea non poche difficoltà. La questione sollevata da Ungheria e Slovacchia legata alle forniture petrolifere richiede una soluzione politica, e anche su questo l’Italia è pronta a dare una mano, ma non consideriamo praticabile aggirare il principio di unanimità”. “Un’Europa divisa è l’unico regalo che potremmo fare a Mosca”.
Competitività e politiche europee – Un passaggio dell’intervento è stato dedicato anche alle politiche economiche europee. “Il tema delle risorse è centrale: siamo favorevoli a investimenti ingenti nella competitività, ma ciò non deve in alcun modo compromettere la Politica agricola comune e la Politica di coesione”. “Competitività e politiche tradizionali non sono in contrasto, sono invece due facce della stessa medaglia: la coesione contribuisce alla competitività e rafforza il mercato interno, assicurando al contempo la convergenza dei territori”.
Difesa europea e tecnologia militare – Meloni ha poi richiamato l’attenzione sulla sicurezza europea. “Al Consiglio Europeo faremo anche il punto sullo stato di attuazione della tabella di marcia per la prontezza della difesa europea, un tema sempre più attuale e urgente, in particolare per quanto riguarda il piano di azione sui droni e sulla sicurezza anti-droni”. “In questo quadro intendiamo ribadire l’importanza di assicurare che questi progetti siano mirati a garantire la sicurezza di tutti i Paesi dell’Unione”.
Centri in Albania e immigrazione – Nel suo intervento la premier ha parlato anche delle politiche migratorie. “Oggi l’Europa ci dice chiaramente, e nero su bianco, che il governo italiano ha tutto il diritto a far funzionare i centri in Albania, proprio perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è pienamente in linea con il diritto internazionale ed europeo”. Meloni ha poi criticato alcune decisioni giudiziarie relative ai migranti irregolari, citando il caso di persone condannate per reati gravi che, secondo i giudici, non possono essere trattenute o rimpatriate dopo aver chiesto protezione internazionale. “Nel pieno rispetto della Costituzione, noi continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per rispettare la volontà popolare di combattere l’immigrazione illegale e garantire la sicurezza ai cittadini”. La premier ha aggiunto che l’instabilità internazionale potrebbe generare nuovi flussi migratori: “Di fronte a questo rischio, la posizione italiana non cambia: una cosa è la protezione umanitaria, che deve essere riservata a chi davvero la merita, come abbiamo dimostrato da ultimo nei confronti del popolo palestinese; altra cosa è l’immigrazione irregolare, che invece deve essere scoraggiata”.
Il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale – Nelle conclusioni del suo intervento Giorgia Meloni ha ribadito la linea del governo. “O l’Europa trova il coraggio di difendere i propri confini, la propria libertà e il proprio benessere, o è destinata all’irrilevanza in un mondo che non fa sconti a nessuno”. “Per quello che ci riguarda abbiamo scelto da che parte stare. Dalla parte del realismo contro l’ideologia, delle soluzioni contro i proclami, dell’orgoglio nazionale contro le tifoserie”. “Perché sapete già che non condivido questa visione provinciale della politica europea e internazionale, e ancora meno condivido l’idea che ci sia sempre qualcun altro da cui dobbiamo prendere esempio”. “Noi seguiamo sempre e solo lo stesso obiettivo, ci schieriamo sempre e solo con un unico interesse: che è quello dell’Italia. Una grande Nazione, che ha le radici nel Mediterraneo, la testa in Europa e il cuore con l’Occidente. Lo facciamo con orgoglio e determinazione, ogni giorno. E a maggior ragione intendiamo farlo con determinazione in questo tempo molto difficile”. IN ALTO IL VIDEO

