Maldive, immersione fatale: morti cinque italiani

di Redazione

Un’immersione nelle acque dell’atollo Vaavu delle Maldive si è trasformata in una tragedia per cinque turisti italiani, trovati morti dopo essere scomparsi durante un’attività subacquea organizzata da una safari boat nei pressi di Alimathaa, una delle località più note dell’arcipelago per il diving. Si erano immersi nella mattinata di giovedì 14 maggio per esplorare alcune cavità sottomarine a circa 50 metri di profondità. Le cause del decesso restano ancora da chiarire. Tra le vittime Monica Montefalcone, 51 anni, docente universitaria.

L’allarme e le ricerche – La segnalazione della scomparsa è arrivata alle autorità maldiviane intorno alle 13.45 locali, quando l’equipaggio dell’imbarcazione “Duke of York”, specializzata in crociere subacquee, ha notato che i cinque sub non erano ancora riemersi. È così scattata un’ampia operazione di ricerca che si è conclusa con il recupero dei corpi, già senza vita. Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo avrebbe tentato l’esplorazione di alcune grotte e anfratti corallini presenti nell’area di immersione. La polizia delle Maldive ha confermato l’apertura di un’indagine, precisando che ulteriori dettagli saranno resi noti con il progredire degli accertamenti.

Le ipotesi sulle cause – Tra le possibili cause prese in considerazione dagli esperti del settore c’è quella dell’iperossia, la cosiddetta “tossicità da ossigeno”, che può verificarsi durante immersioni profonde e prolungate ad alta pressione. Una condizione capace di provocare perdita di coscienza, convulsioni e gravi conseguenze neurologiche. Al momento, tuttavia, si tratta soltanto di un’ipotesi non confermata ufficialmente. A complicare il quadro potrebbero essere state anche le condizioni meteorologiche. Nella zona era infatti in vigore un’allerta gialla diramata dal servizio meteorologico maldiviano per vento forte e mare mosso, con raffiche che avrebbero raggiunto le 50 miglia orarie.

Le vittime – Fra le persone decedute figura Monica Montefalcone, 51 anni, professoressa associata di Ecologia all’Università di Genova e ricercatrice conosciuta per il suo impegno nello studio dell’ambiente marino. Lavorava al Distav, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’ateneo ligure, ed era coinvolta in importanti progetti scientifici dedicati al mare. Secondo quanto trapela, tra le vittime ci sarebbero anche la figlia ventenne della docente e altri italiani provenienti da Genova, Milano, Padova e Poirino.

L’intervento della Farnesina – La conferma ufficiale della tragedia è arrivata dalla Farnesina. “La Farnesina e l’ambasciata d’Italia a Colombo seguono il caso con la massima attenzione sin dalla prima segnalazione; la sede sta provvedendo a prendere contatto con i familiari delle vittime per fornire ogni necessaria assistenza consolare”, si legge nella nota diffusa dal ministero degli Esteri. Anche la console italiana Giorgia Marazzi ha seguito da vicino gli sviluppi della vicenda, definendo l’accaduto “una tragedia”.

Il paradiso del diving – Alimathaa, nell’atollo di Vaavu, è considerata una delle destinazioni più amate dagli appassionati di immersioni subacquee. L’area è celebre per i “kandu”, i canali naturali attraversati da forti correnti che attirano squali di barriera, mante, aquile di mare, barracuda e numerose specie tropicali. Le cosiddette “grotte di Alimathaa” non sono vere cavità terrestri, ma tunnel e passaggi corallini sommersi molto frequentati dai sub più esperti. Tra i siti più noti c’è Fotteyo Kandu, ritenato uno dei migliori dive site delle Maldive per la ricchezza dei fondali e la spettacolarità delle pareti coralline.

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