Iran, altro missile verso abbattuto verso Turchia. Trump: “Navi tirino fuori le p…. e attraversino Hormuz”

di Redazione

La guerra tra Israele e Stati Uniti contro l’Iran continua ad allargarsi su più fronti militari e diplomatici, con nuovi attacchi, intercettazioni missilistiche, operazioni militari e tensioni nello strategico Stretto di Hormuz. Nelle ultime ore si registrano bombardamenti, vittime civili, incidenti militari e prese di posizione dei principali leader internazionali.

Missili e difesa Nato in TurchiaLe difese della Nato hanno abbattuto un missile balistico proveniente dall’Iran entrato nello spazio aereo turco. Lo ha riferito il ministero turco della Difesa, precisando che si tratta del terzo missile intercettato nel Paese dall’inizio del conflitto. L’ordigno è stato neutralizzato dai sistemi di difesa aerea schierati nel Mediterraneo orientale. I residenti della città di Adana hanno riferito di aver udito una forte esplosione e le sirene della base aerea di Incirlik, utilizzata dalle forze statunitensi. Non risultano vittime. Nei giorni scorsi la Nato aveva rafforzato lo scudo difensivo schierando un ulteriore sistema Patriot nella provincia di Malatya.

Raid e operazioni militari contro l’IranL’aviazione israeliana ha dichiarato di aver condotto, nelle ultime 24 ore, venti attacchi su larga scala nell’Iran centrale e occidentale, colpendo oltre 200 obiettivi tra lanciamissili balistici, sistemi di difesa e siti di produzione di armi. Secondo le forze armate israeliane, dall’inizio dell’operazione Roaring Lion sono state effettuate centinaia di missioni contro infrastrutture militari iraniane. Sul fronte statunitense, il capo di Stato Maggiore americano Dan Keane ha affermato che l’artiglieria Usa ha distrutto un sottomarino iraniano e altre imbarcazioni utilizzando missili balistici Atacms con gittata superiore ai 300 chilometri. Il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno intensificando i raid contro Teheran e altre città iraniane, sostenendo che l’esercito di Washington sta “decimando” le forze militari della Repubblica islamica.

Esplosioni e vittime civili nella regioneA Teheran una forte esplosione è stata registrata in una piazza dove si stava svolgendo la manifestazione pro-palestinese del Giorno del Quds, istituita nel 1979 dalla Repubblica islamica. Nel sud del Libano, a Ghaziye, nella zona di Sidone, due minori sono morti a causa della caduta di detriti dopo un attacco delle Forze di difesa israeliane contro un appartamento situato nei pressi della moschea Chahouri. Secondo il ministero della Sanità libanese, dalla ripresa delle ostilità tra Hezbollah e Israele, il 2 marzo, sono morte almeno 773 persone, tra cui 103 bambini, mentre i feriti sono 1.933. La Mezzaluna Rossa iraniana ha inoltre riferito che circa ventimila edifici civili sono stati danneggiati dai raid di Israele e Stati Uniti: tra questi 19.775 abitazioni, oltre 4.500 edifici commerciali e 69 scuole. Pechino ha annunciato che donerà 200mila dollari ai genitori delle studentesse morte nell’attacco missilistico statunitense contro una scuola femminile in Iran, definito dalla Cina una “grave violazione del diritto umanitario internazionale”.

Tutti morti su aereo cisterna precipitato, soldato francese morto in attacco drone – In Iraq sono morti tutti i sei membri dell’equipaggio di un aereo cisterna C-135 precipitato nell’ovest del Paese sono morti. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha precisato che l’incidente non è stato causato da fuoco nemico o amico e che sono in corso indagini.  Nel nord dell’Iraq, nella regione di Erbil, un soldato francese è stato ucciso in un attacco con drone contro una base della coalizione. Il ministero della Difesa britannico ha riferito che unità anti-drone hanno abbattuto diversi velivoli senza pilota durante la notte. Caccia Typhoon e F-35 britannici sono ora impegnati in operazioni di difesa aerea per proteggere interessi e alleati nel Golfo, operando da Qatar, Cipro, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Bahrein. 

Stretto di Hormuz, Trump: “Tirate fuori gli attributi…” La guerra ha provocato forti tensioni nello Stretto di Hormuz, dove centinaia di navi mercantili sono rimaste bloccate. Tra queste 28 imbarcazioni battenti bandiera indiana. Una petroliera, la Jag Prakash, che trasporta combustibile dall’Oman verso l’Africa, è riuscita a lasciare l’area in sicurezza. Il presidente statunitense Donald Trump, in un’intervista a Fox News, ha affermato che le navi mercantili dovrebbero “tirare fuori gli attributi e attraversarlo”, riferendosi al passaggio nello stretto nonostante gli attacchi iraniani. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno autorizzato temporaneamente l’acquisto di petrolio russo già in transito, con una licenza limitata a trenta giorni che riguarda carichi caricati prima del 12 marzo e valida fino all’11 aprile 2026.

Trump attacca Teheran e critica Mosca – Trump, sul social Truth, ha scritto: “Guardate cosa succede oggi a queste squilibrate canaglie. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni e ora io, come 47° presidente degli Stati Uniti d’America, sto uccidendo loro. Che grande onore è farlo”. Il presidente americano ha inoltre dichiarato a Fox News che la Russia potrebbe stare aiutando l’Iran “un po’”, ritenendo che Mosca reagisca al sostegno statunitense all’Ucraina. Durante una riunione virtuale del G7, Trump avrebbe affermato che l’Iran “sta per arrendersi”, rivendicando i risultati dell’operazione militare Epic Fury.

Macron: “Non allenteremo sanzioni Russia” – Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che l’Europa non intende allentare le sanzioni contro la Russia nonostante la guerra in Medio Oriente. La Commissione europea ha sottolineato che la soluzione più auspicabile per garantire il traffico nello Stretto di Hormuz sarebbe un’iniziativa guidata dalle Nazioni Unite.

Italia smentisce negoziato per passaggio naviDal Quirinale, il Consiglio supremo di difesa presieduto da Sergio Mattarella ha espresso forte preoccupazione per l’estensione dei conflitti nel Mediterraneo e in Medio Oriente. Nel comunicato finale si sottolinea che l’Italia “non partecipa e non prenderà parte alla guerra”, ribadendo l’impegno diplomatico per favorire una de-escalation. Palazzo Chigi e Farnesina hanno, inoltre, smentito l’esistenza di negoziati riservati con Teheran per garantire il passaggio sicuro di navi italiane nello Stretto di Hormuz, spiegando che l’obiettivo dei contatti diplomatici resta la riduzione delle tensioni militari.

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