Incarico pubblico ottenuto con curriculum “arricchito”: indagati dirigente e funzionario

di Redazione

Un curriculum “arricchito” con titoli e incarichi mai conseguiti per ottenere un ruolo apicale in un ente pubblico della formazione professionale. È l’ipotesi investigativa che ha portato i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Varese a notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, ai sensi dell’articolo 415 bis del codice di procedura penale, nei confronti di un dirigente e di un funzionario.

I due sono indagati, a vario titolo, per omissione di atti d’ufficio, truffa e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, in relazione a una procedura selettiva bandita dall’ente per l’attribuzione di un incarico di vertice locale.

L’ipotesi investigativa – Le indagini, svolte su delega dell’autorità giudiziaria varesina, avrebbero fatto emergere che uno degli indagati, nel tentativo di superare la selezione, avrebbe presentato un curriculum contenente titoli ed esperienze professionali mai conseguiti, dichiarazioni che avrebbero contribuito all’esito della procedura.

Le verifiche mancate – Al dirigente, nella qualità di incaricato di pubblico servizio, viene contestato di non aver effettuato le dovute verifiche nonostante una richiesta formale in tal senso. Secondo l’ipotesi accusatoria, entro il termine previsto di trenta giorni non sarebbe stata svolta alcuna attività di controllo sarebbe stato fornito un riscontro motivato in merito al mancato adempimento.

Gli accertamenti, secondo gli investigatori, avrebbero dovuto essere effettuati sulla base delle disposizioni contenute nel Testo unico sulla documentazione amministrativa, che disciplina i controlli sulle dichiarazioni sostitutive. Tuttavia, entro il termine stabilito, non sarebbe stata avviata alcuna attività istruttoria sarebbe stata data risposta alle richieste pervenute.

Le indagini – L’attività investigativa si è sviluppata attraverso l’acquisizione di documentazione amministrativa, l’analisi degli atti interni dell’ente e l’escussione di persone informate sui fatti. Un lavoro che ha consentito di ricostruire il contesto nel quale, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbero maturate le condotte oggetto di contestazione.

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