Armi pronte per assalti armati, blitz dei carabinieri in Irpinia: 5 arresti

di Redazione

Un arsenale nascosto e pronto all’uso, armi modificate per aumentare la capacità offensiva e il sospetto che potessero essere impiegate per assalti armati nell’area dell’Alta Irpinia. È il quadro emerso dall’operazione condotta all’alba dai carabinieri del comando provinciale di Avellino, che ha portato all’arresto di cinque persone e al sequestro di fucili, una pistola e numerose munizioni.

Il blitz dei carabinieriL’operazione è stata coordinata dalla Procura di Avellino, guidata dal procuratore Francesco Raffaele. I militari del comando provinciale, insieme alle unità operative della Compagnia dei carabinieri di Sant’Angelo dei Lombardi, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque indagati: quattro sono stati trasferiti in carcere e uno posto agli arresti domiciliari. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, allo stato delle indagini, dei reati di porto e detenzione illegale di armi e munizionamento e di ricettazione.

Chi sono gli arrestatiIl provvedimento restrittivo, emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avellino su richiesta della Procura, riguarda due giovani di Lioni di 20 e 28 anni, un 34enne di Villamaina, un 33enne di Paternopoli e un 22enne di Gesualdo.

La scoperta del fucile modificatoLa svolta nelle indagini è arrivata dopo il rinvenimento di un fucile rubato, accuratamente nascosto in un luogo isolato. L’arma presentava modifiche illegali: le canne erano state mozzate per facilitarne il trasporto e l’occultamento ma anche per aumentarne il potenziale offensivo.

L’arsenale sequestratoI successivi accertamenti investigativi hanno consentito ai carabinieri di individuare altri luoghi utilizzati per nascondere le armi e di ricostruire il contesto in cui venivano utilizzate. Nel corso delle attività sono stati sequestrati altri due fucili oggetto di furto, una pistola priva di matricola, numerose cartucce di vario calibro e ulteriori componenti riconducibili alla produzione di armi da fuoco.

Il quadro investigativoGli approfondimenti condotti dagli investigatori hanno permesso di delineare il contesto criminale e di individuare i soggetti coinvolti. Secondo quanto evidenziato dalla Procura, gli elementi raccolti hanno fatto ritenere concreto il rischio che gli indagati potessero commettere gravi delitti, circostanza che ha portato all’emissione delle misure cautelari. IN ALTO IL VIDEO

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