Marano di Napoli – Una raffica di colpi esplosa a distanza ravvicinata ha posto fine alla vita di Castrese Palumbo, ottant’anni, pregiudicato e ritenuto vicino al clan Nuvoletta. L’uomo è stato trovato senza vita all’interno della sua Toyota Yaris, sul lato guida, dopo un agguato avvenuto nella mattinata tra via Svizzera e corso Europa.
Secondo una prima ricostruzione ancora in fase di verifica, i sicari si sarebbero avvicinati a bordo di un mezzo a due ruote e avrebbero fatto fuoco contro l’auto sulla quale viaggiava l’anziano. Almeno dodici i colpi esplosi con una pistola calibro nove, sei dei quali avrebbero raggiunto la vittima alla testa. Sul selciato sono stati trovati e sequestrati dodici bossoli.
L’agguato – L’omicidio si è consumato all’incrocio tra via Svizzera e corso Europa. I carabinieri della compagnia di Marano, con il supporto dei militari del nucleo operativo e radiomobile – sezione radiomobile –, sono intervenuti sul posto dopo l’allarme. Il corpo di Palumbo è stato rinvenuto all’interno dell’auto, appena fuori dal garage dal quale l’uomo era uscito poco prima. Le modalità dell’esecuzione, secondo i primi riscontri investigativi, fanno ritenere che si tratti di un agguato di stampo camorristico. Le indagini sono coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, con il sostituto procuratore Maria Sepe.
Il profilo della vittima – Palumbo era già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati al traffico di stupefacenti e all’associazione mafiosa ed era considerato vicino al clan Nuvoletta. L’anziano era, inoltre, cognato dello storico boss Angelo Nuvoletta.
Il legame con l’omicidio Finale – Dagli accertamenti è emerso anche il legame familiare con un altro fatto di cronaca avvenuto nel settembre 2024 sempre a Marano. Palumbo era infatti il nonno di Aurelio Taglialatela, condannato a 17 anni e 4 mesi per l’omicidio volontario del ventenne Corrado Finale. Il giovane perse la vita dopo essere stato travolto volontariamente mentre viaggiava in scooter con un amico. Le indagini accertarono che non si trattò di un incidente: alla guida dell’auto c’era Taglialatela, il cui obiettivo, secondo quanto emerso, era in realtà l’amico di Finale, ritenuto responsabile di aver avuto una relazione con la sorella.
Le indagini – Gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona per ricostruire i movimenti dei sicari e individuare eventuali complici. Al momento non si esclude alcuna pista, anche se la dinamica dell’agguato lascia pensare a un regolamento di conti maturato negli ambienti della criminalità organizzata.

