Un flusso continuo di droga nascosto tra container, fondali e rotte commerciali internazionali. In appena sette giorni, il comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha intercettato e sequestrato quasi 400 chilogrammi di cocaina purissima nel porto di Gioia Tauro, suddivisi in 309 panetti, infliggendo un colpo significativo ai traffici gestiti dalla criminalità organizzata.
Il piano di controllo – L’attività rientra in una più ampia strategia di vigilanza intensificata sull’intero sedime portuale, dove le Fiamme gialle hanno rafforzato ispezioni e controlli per individuare carichi di stupefacenti occultati all’interno dei container movimentati quotidianamente nello scalo.
Il carico nel container – Una prima partita di droga è stata scoperta all’interno di un container proveniente dall’America del Nord, carico di legname e diretto in Medio Oriente. Il sequestro è avvenuto con il supporto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, grazie alle anomalie rilevate dallo scanner e al fiuto delle unità cinofile.
Il tentativo via mare – Un secondo intervento ha portato al recupero di un ulteriore quantitativo di cocaina sul litorale vicino al porto, dove era stato appena depositato. Secondo quanto ricostruito, si trattava di un tentativo di esfiltrazione via mare: un uomo, sorpreso mentre utilizzava una piccola imbarcazione, è stato arrestato.
La droga nascosta nella nave – L’ultimo sequestro è stato eseguito durante un’ispezione subacquea su una nave in arrivo dal continente americano. I sommozzatori dei reparti operativi aeronavali della Guardia di finanza di Vibo Valentia e Palermo hanno individuato lo stupefacente nascosto in un vano ricavato nelle prese a mare della chiglia.
Il valore sul mercato – L’intero carico, destinato al mercato italiano ed europeo, una volta tagliato e immesso nella vendita al dettaglio avrebbe generato profitti stimati intorno ai 60 milioni di euro, ora sottratti alle organizzazioni criminali che ne avrebbero curato la distribuzione. IN ALTO IL VIDEO

