Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio accoglie il ricorso e riapre la questione sull’assegnazione temporanea negata a un agente della Polizia di Stato originario del Casertano. Una decisione che impone al Ministero dell’Interno di riconsiderare la posizione del dipendente, dopo aver giudicato insufficienti le motivazioni alla base del rifiuto.
Il ricorso – A promuovere l’azione legale sono stati gli avvocati Pasquale Marotta e Pietro Marotta (nella foto), intervenuti a tutela dell’agente al quale era stata respinta la richiesta di trasferimento temporaneo in una sede più vicina alla propria residenza, avanzata ai sensi dell’articolo 42-bis del decreto legislativo 151/2001. Il poliziotto, in servizio a Roma, aveva chiesto, infatti, di essere assegnato a Maddaloni, in provincia di Caserta.
La posizione del Ministero – Il diniego opposto dall’Amministrazione si fondava sulla valutazione delle esigenze funzionali e di servizio, legate al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, ritenute prevalenti rispetto alla richiesta del dipendente.
Le criticità rilevate dal Tar – I giudici amministrativi hanno però ritenuto carente l’impianto motivazionale del provvedimento. In particolare, è stata evidenziata l’assenza di una comparazione concreta tra la sede di servizio attuale e quella richiesta, senza indicare in modo puntuale le reali scoperture di organico. Inoltre, il provvedimento non chiarisce le specifiche mansioni svolte dall’agente tali da renderlo difficilmente sostituibile, né prende in considerazione eventuali soluzioni organizzative alternative.
Le conseguenze – Alla luce di tali rilievi, il Tar Lazio ha disposto il riesame della posizione del poliziotto da parte dell’Amministrazione, fissando l’udienza pubblica per il 26 gennaio 2027, quando si entrerà nel merito definitivo della controversia.

