Caserta – La Regione Campania interviene direttamente nella vicenda del Consorzio Asi di Caserta e affida il dossier a un commissario ad acta. Si tratta di Alfonso Bonavita, dirigente regionale e responsabile del settore “Infrastrutturazione e sviluppo delle aree industriali”, nominato dal governatore Roberto Fico a seguito della presa d’atto dell’inerzia degli organi consortili rispetto alla richiesta avanzata da Palazzo Santa Lucia di procedere all’esclusione dal consorzio della “Fondazione AsiCe Ets” e della società consortile “Coplus Srl”. Una situazione che ha spinto la Regione a esercitare i poteri sostitutivi.
Il mandato affidato a Bonavita ha una durata di trenta giorni. In questo arco di tempo dovrà definire la questione relativa alla posizione dei due soggetti all’interno dell’ente. Solo dopo la conclusione dell’intervento commissariale la presidente del Consorzio, Raffaela Pignetti, potrà convocare il consiglio generale per procedere all’elezione della nuova governance.
Le trattative tra i partiti – Parallelamente alla procedura commissariale, la politica continua a muoversi per delineare gli equilibri futuri del vonsorzio. I contatti tra partiti e amministratori locali sono in corso da giorni e nelle ultime ore si sono intensificati. Proprio ieri sera si è svolto un incontro interpartitico del centrodestra convocato per discutere delle prossime elezioni comunali, con particolare attenzione alle sfide amministrative di Marcianise e San Nicola la Strada. Nel confronto tra i rappresentanti delle forze politiche si è parlato anche dell’Asi. Secondo quanto trapela, la Lega guidata dal coordinatore regionale Gianpiero Zinzi non punterebbe alla presidenza del Consorzio: al partito di Salvini sarebbe sufficiente ottenere la presenza di un proprio rappresentante nel comitato direttivo, che sarebbe stato individuato in Pasquale Salzillo. In area Fratelli d’Italia, partito nelle cui liste Pignetti si era candidata alle ultime elezioni regionali senza risultare eletta, non viene esclusa la possibilità di una conferma dell’attuale presidente alla guida dell’ente. Nel campo del centrosinistra, invece, tra i nomi che circolano per la presidenza figurano quello dell’ex sindaco di Villa Literno e attuale dirigente dell’Asi, Nicola Tamburrino, e quelli dei primi cittadini Antonio Mirra, di Santa Maria Capua Vetere, e Vito Marotta, di San Nicola la Strada.
Il peso dei comuni nel voto – L’esito finale dipenderà in larga parte dal peso dei comuni che partecipano al voto nel consiglio generale del Consorzio. In questo quadro, Aversa viene indicata come il centro con maggiore incidenza negli equilibri decisionali, mentre restano incognite le posizioni dei comuni attualmente commissariati, come Caserta e Marcianise.
Pignetti: “Fondazione legittima e già a conoscenza del Pd” – Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente Raffaela Pignetti, che ha difeso la legittimità della fondazione finita al centro della controversia. Secondo quanto da lei dichiarato, la Fondazione Asi-Caserta è nata circa quattro anni fa per iniziativa dell’intero comitato direttivo dell’epoca, composto, tra gli altri, da Tamburrino, Giovanni Comunale, l’avvocato Francesco Fabozzi e Alessandro Rizzieri. Pignetti ha sostenuto che l’iniziativa della Regione sarebbe stata sollecitata dal consigliere regionale del Pd Marco Villano, sottolineando come la fondazione fosse conosciuta e avesse svolto attività pubbliche, in particolare progetti rivolti ai detenuti della provincia di Caserta, ricevendo attenzione anche da parte della stampa nazionale e internazionale. Tant’è che, sottolinea la presidente, a guidare il collegio dei revisori della fondazione è Giuseppe Santagata, attuale tesoriere provinciale del Partito Democratico, quello di cui è esponente Villano.
Pignetti: “Regione sia equa” – Pignetti fa sapere che la fondazione era entrata nella compagine del consorzio proprio per realizzare progetti collegati alle aree industriali e la richiesta di estromissione sarebbe legata a dinamiche politiche interne al consiglio generale, in particolare alla possibilità di utilizzare o meno quel voto negli equilibri tra le diverse forze politiche. La presidente ha, infine, chiesto alla Regione chiarimenti sull’eventuale presenza di fondazioni analoghe in altri consorzi Asi, invocando criteri di equità nella valutazione delle situazioni: “Credo che sia un diritto del Consorzio Asi – ha detto – conoscere questa circostanza e che sia un dovere da parte della Regione Campania utilizzare un metodo di equità, che è quello che io ho richiesto. Così come è un diritto poter difendere la legittimità di una fondazione senza scopo di lucro in una provincia che ha bisogno di riportare alla legalità le proprie attività. Il paradosso dei paradossi è la narrazione che si è voluta fare di questa fondazione anche all’opinione pubblica come se fosse un’attività illegittima. Disconosco questa narrazione, la respingo, dispiace che sia stata strumentalizzata la fondazione soltanto al fine per poter utilizzare un voto a favore o contro una parte politica”.

