Garlasco, “Stasi non era su scena delitto”: possibile revisione del processo

di Redazione

Garlasco (Pavia) – Un’indagine che potrebbe riaprire scenari rimasti cristallizzati per anni. Sul delitto di Chiara Poggi, a quasi due decenni dai fatti, la nuova inchiesta della procura di Pavia si avvia alla fase conclusiva, mentre si affaccia concretamente l’ipotesi di una revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Le conclusioni investigative – Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, nella ricostruzione degli inquirenti e dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano “non sono emersi elementi che collocherebbero sulla scena del delitto Alberto Stasi”. Al contrario, sarebbero stati individuati “diversi elementi in contrasto con quelli riportati nelle sentenze di condanna”. Un quadro che, sempre secondo il quotidiano, potrebbe “aprire la strada a una richiesta di revisione” su impulso degli stessi pubblici ministeri pavesi. Al centro della nuova indagine figura Andrea Sempio, attualmente indagato.

Il vertice tra procure – Proprio sulla prospettiva di una revisione si è svolto oggi, venerdì 24 aprile, un incontro tra la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, l’avvocato generale Lucilla Tontodonati e il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone. A confermarlo è stata la stessa Nanni: “Nelle prossime settimane arriverà una informazione dalla procura di Pavia su quanto è stato fatto”, con la relativa documentazione. La procura generale milanese analizzerà gli atti e valuterà se richiedere ulteriori approfondimenti per poi decidere sull’eventuale istanza di revisione da presentare alla Corte d’Appello di Brescia.

L’esposto e gli audio – Intanto, un ulteriore elemento si inserisce nel quadro investigativo. Lo studio legale Gasperini Fabrizi di Roma ha reso noto di aver depositato, il 23 aprile, un esposto alla procura generale di Milano contenente audio “relativi a condotte suscettibili di assumere rilievo” nella nuova indagine. Si tratterebbe delle registrazioni di cui ha parlato in televisione la criminologa Roberta Bruzzone, riguardanti presunti tentativi di interferenza e pressioni per orientare l’inchiesta su più persone, tra cui lo stesso Sempio. Nel comunicato, i legali precisano che il deposito è accompagnato da una ricostruzione volta a contestualizzare i materiali e valutarne la rilevanza, ma sottolineano che, per ragioni legate al segreto investigativo, il contenuto degli audio non sarà divulgato. Non è stato chiarito, inoltre, a nome di chi sia stato presentato l’esposto.

Gli sviluppi possibili – L’atto è stato trasmesso alla procura generale di Milano, che esercita funzioni di vigilanza sulle procure del distretto, compresa quella di Pavia. In linea teorica, l’ufficio potrebbe intervenire con poteri di avocazione in caso di inerzia investigativa, oppure trasmettere l’esposto alla procura competente qualora emergessero ipotesi di reato. Al momento, tuttavia, da quanto risulta, la documentazione non è stata ancora esaminata.

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