Entravano nei bar come clienti qualunque, ordinavano cibo e alcolici e poi, al momento di pagare, facevano capire che i conti non si sarebbero chiusi alla cassa. Chi provava a reagire o a protestare veniva travolto da minacce, aggressioni e danneggiamenti: espositori rovesciati, slot machine distrutte a colpi di mazza, locali messi a soqquadro. È il copione che, secondo l’accusa, si sarebbe ripetuto per mesi tra Borgo Nuovo, viale Michelangelo e viale Regione, fino al blitz scattato nella notte, al termine di una lunga indagine della polizia di Stato.
Il provvedimento – In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, i poliziotti della Squadra mobile hanno arrestato nove persone. Otto sono state condotte in carcere, una posta agli arresti domiciliari. Tutti gli indagati, residenti tra Borgo Nuovo e il Cep e con precedenti di polizia, sono accusati, in concorso e a vario titolo, dei reati di estorsione e rapina aggravate, danneggiamento e violenza privata.
Le indagini – L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Palermo, prende le mosse dalle prime denunce presentate all’inizio del 2022, cui se ne sono aggiunte altre fino all’ottobre del 2023. Diversi commercianti si sono rivolti alle forze dell’ordine raccontando episodi di violenza e intimidazione riconducibili sempre alle stesse persone. Le attività investigative, condotte dalla quinta sezione investigativa “Reati contro il patrimonio” della Squadra mobile, si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, analisi dei tabulati, acquisizione delle immagini degli impianti di videosorveglianza e le dichiarazioni delle vittime e di numerosi testimoni oculari.
Il clima di terrore – Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati avrebbero preso di mira diverse attività commerciali dell’area Michelangelo-Borgo Nuovo, imponendo una presenza costante, soprattutto nelle ore notturne. Una pressione continua che avrebbe generato un clima di paura nei titolari e nei dipendenti, costretti a cedere alle pretese degli aggressori, a subire consumazioni non pagate e a sopportare ripetuti e gravi danneggiamenti dei locali. In alcuni casi, le intimidazioni sarebbero arrivate al punto da spingere alcuni lavoratori a rassegnare le dimissioni. IN ALTO IL VIDEO

