La vicenda è arrivata a un punto di svolta giudiziario. La Procura di Roma ha chiuso le indagini e ora il procedimento potrebbe approdare in aula. Al centro dell’inchiesta l’imprenditrice di Pompei Maria Rosaria Boccia e il giornalista Carlo Tarallo, indagati per diffusione o rivelazione di informazioni relative alla vita privata dell’ex ministro della Cultura, oggi consigliere regionale in Campania, Gennaro Sangiuliano, e della moglie. Secondo l’impostazione accusatoria, Boccia e Tarallo avrebbero reso noti frammenti di una conversazione nella quale l’allora ministro avrebbe confessato una relazione con l’imprenditrice. Per gli inquirenti, si tratterebbe di materiale privato, la cui divulgazione avrebbe integrato l’ipotesi di reato contestata.
L’ipotesi della Procura – La chiusura delle indagini riguarda una interlocuzione che, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, Boccia avrebbe avuto minacciando di rivelare la presunta relazione sui siti web d’informazione e sui social network. Elementi che, per l’accusa, configurerebbero la diffusione indebita di informazioni attinenti alla sfera personale dell’ex ministro e del suo ambito familiare.
Boccia si difende – A commentare la notifica della conclusione delle indagini è stata la stessa Boccia che ha affidato la sua replica a una dichiarazione. “In merito alla notifica della chiusura delle indagini per ‘diffusione di informazioni relative alla vita privata’, la stessa è intervenuta ieri sera presso il mio difensore di fiducia, avvocato Francesco Di Deco. Non avendo ancora visionato gli atti di indagine, ogni commento nel merito sarebbe superfluo e fuori luogo. Quello che posso ribadire con certezza è la mia estraneità ad ogni condotta contraria alla legge, che ritengo verrà assolutamente confermata nelle opportune sedi giudiziarie, auspicando un’archiviazione”.

