Arzano (Napoli) – Cinque colpi sparati a distanza ravvicinata, un’auto affiancata e poi l’inseguimento durato pochi metri. È in questo scenario che mercoledì sera è stato ucciso Rosario Coppola, imbianchino di 51 anni, mentre l’uomo che era con lui, Antonio Persico, barbiere incensurato, è rimasto ferito lievemente a un braccio. Un agguato che, a distanza di ore, resta senza movente certo e che ora vede farsi strada un’ipotesi tanto inquietante quanto clamorosa: quella dell’errore di persona.
La pista investigativa – L’ipotesi, riferita da diversi organi di stampa locali, emerge dalle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia e dai carabinieri di Castello di Cisterna. Coppola, secondo quanto accertato, potrebbe essere stato scambiato per un esponente di vertice di un clan della zona, tornato da poco in libertà. Una somiglianza fisica con un ras del clan della “167”, i Monfregolo, legato alla camorra di Secondigliano, è uno degli elementi finiti al vaglio degli investigatori.
La dinamica dell’agguato – I fatti si sono consumati ad Arzano, tra via Barone e via Sette Re. Coppola era alla guida della propria Smart, accanto a lui Persico. Da un’autovettura scura, con due uomini a bordo, sono partiti una decina di colpi di pistola. Cinque hanno raggiunto l’imbianchino in diverse parti del corpo, uno solo ha colpito Persico al braccio destro. Inutile il tentativo di fuga: Coppola ha accelerato, ma si è accasciato sul volante, morendo poco dopo. Persico è stato soccorso dal 118 e trasferito all’ospedale di Giugliano in Campania, dove resta ricoverato in osservazione, ma non è in pericolo di vita.
Nessun legame con la camorra – L’assenza di un movente chiaro rafforza la pista dello scambio di persona. Coppola non risulta legato ad ambienti criminali: a suo carico solo una denuncia per reati contro il patrimonio, risalente al 2005. Da allora nessun altro coinvolgimento giudiziario, né frequentazioni sospette. In passato era stato titolare di una ditta individuale, poi chiusa, continuando a lavorare come imbianchino. Anche Persico è un volto sconosciuto alle forze dell’ordine: mercoledì sera aveva appena abbassato la saracinesca del negozio quando i due sono saliti in auto, diretti a casa del barbiere per programmare alcuni lavori.
Le indagini e i rilievi – L’allarme è scattato dopo una chiamata al 112 da parte di alcuni residenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, affiancati dalla tenenza di Arzano, sotto il coordinamento della Procura di Napoli nord. I militari del reparto investigazioni scientifiche hanno eseguito i rilievi balistici, mentre proseguono le acquisizioni delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e l’ascolto dei testimoni. Sentito anche Persico, ancora sotto choc per quanto accaduto.
La risposta istituzionale – Subito dopo l’omicidio, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha ribadito “la particolare attenzione da parte delle Forze di polizia per l’area di interesse, attraverso mirati controlli che saranno ulteriormente intensificati”. Il rappresentante del Governo ha inoltre sottolineato “la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini del contesto territoriale di riferimento, attraverso la costante presenza delle Forze dell’ordine, anche al fine di aumentare la percezione della vicinanza delle istituzioni alla popolazione e alle Amministrazioni locali”. La vicenda sarà approfondita in un prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

