Arrestato il “ladro del cric”: 80 furti in tre anni, fermato al rientro dall’Albania

di Redazione

Per anni ha forzato inferriate nel cuore della notte con un semplice cric da auto, lasciandosi alle spalle abitazioni violate e contanti spariti nel nulla. Un trentenne albanese è stato arrestato martedì 17 febbraio 2026 all’aeroporto di Ciampino: su di lui pesa l’accusa di aver messo a segno circa ottanta furti tra il 2021 e il 2024 nella provincia ravennate.

Le zone colpite – L’indagine prende avvio nel 2021, quando in città si registra un’impennata di furti in abitazione, in particolare nelle aree di Fiume Montone Abbandonato, via Maggiore, via Ravegnana e via Poggi. I colpi avvengono sempre di notte, con un obiettivo preciso: solo denaro contante e preziosi. Un modus operandi costante che fin da subito orienta gli investigatori verso un’unica mano.

Il “ladro del cric” – La tecnica è tanto semplice quanto efficace. Le inferriate vengono divaricate con un martinetto per auto, attrezzo silenzioso e facilmente trasportabile, più volte rinvenuto sui luoghi dei furti. Dall’analisi temporale emerge un altro elemento chiave: periodi di “presenza” caratterizzati da numerosi episodi, alternati a fasi di totale assenza di colpi con la stessa modalità. Nel complesso, gli episodi riconducibili allo stesso schema sono circa ottanta, tanto da far collocare Ravenna tra le prime città italiane per furti in abitazione in quel periodo.

L’identikit e gli accertamenti – Le immagini dei sistemi di videosorveglianza consentono di delineare un profilo preciso: uomo giovane, robusto, volto travisato, movimenti agili e una particolare andatura. Durante uno dei servizi predisposti per intercettare il cosiddetto “ladro del cric”, un uomo corrispondente alla descrizione viene notato a bordo di un’auto. Fermato e accompagnato in Questura, viene sottoposto a rilievi fotografici. Le verifiche successive rafforzano i sospetti: fattezze e modalità di camminare coincidono con quelle immortalate nelle riprese.

Determinante anche l’analisi del passaporto, che evidenzia una stretta correlazione tra la presenza dell’uomo in Italia e la consumazione dei furti, così come tra la sua assenza dal territorio nazionale e l’interruzione degli episodi. Ulteriore conferma arriva dal sistema di lettura targhe, che colloca la vettura in uso al sospettato nei luoghi e negli orari dei colpi. La comparazione fisionomica eseguita dal Gabinetto Regionale di polizia scientifica, con metodo morfologico, certifica la corrispondenza tra le immagini raccolte e l’uomo identificato. Dopo l’estate del 2024, periodo dell’identificazione, i furti con quella tecnica cessano e il sospettato non viene più individuato sul territorio nazionale.

Il ritorno e l’arresto – Nei suoi confronti viene emessa dal gip del Tribunale di Ravenna, su richiesta della Procura della Repubblica e sulla base delle indagini della Squadra Mobile, la misura cautelare della custodia in carcere, accompagnata da una nota di ricerca. La svolta arriva nel pomeriggio del 17 febbraio: la Polaria di Ciampino, durante il controllo dei passeggeri di un volo proveniente dall’Albania, rintraccia il trentenne destinatario del provvedimento. L’uomo è stato condotto nella casa circondariale di Regina Coeli. IN ALTO IL VIDEO 

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