Aversa ricorda le Foibe: memoria, esodo e storie di una città che accolse

di Redazione

Aversa (Caserta) – Uno dei suoi luoghi più carichi di memoria per rinnovare il ricordo di una delle pagine più dolorose del Novecento italiano. Nel parco Pozzi, area che nel dopoguerra ospitò il campo profughi baraccato destinato agli esuli delle persecuzioni jugoslave, si è svolta la cerimonia per Il Giorno del Ricordo, dedicato ai martiri delle Foibe e all’esodo giuliano-dalmata.

L’iniziativa è stata promossa dal Comitato 10 Febbraio in collaborazione con Gioventù Aversana e l’Associazione Nazionale Finanzieri, con la partecipazione del sindaco Francesco Matacena, per riportare al centro dell’attenzione pubblica le vicende degli esuli che ad Aversa trovarono accoglienza e degli infoibati aversani. Il momento più intenso della cerimonia è stato affidato alla professoressa Sofia Simeone, che ha rievocato la sorte dello zio Angelo De Vivo, giovane finanziere infoibato in Istria nel 1945, trasformando la memoria storica in racconto familiare e umano.

Sono intervenuti i delegati del comitato, Salvatore de Chiara e Cesario Bortone, insieme al sottotenente Antonio Battista in rappresentanza dei finanzieri in congedo. Nel suo intervento, il sindaco Matacena ha richiamato il ruolo svolto dalla città di Aversa nelle vicende dei profughi, esprimendo vicinanza agli italiani uccisi dall’odio etnico nei territori del confine orientale. Un messaggio che il primo cittadino ha voluto ribadire anche nel consiglio comunale di martedì pomeriggio, sottolineando il valore della memoria come responsabilità collettiva e civile.

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