Casoria (Napoli) – Un’aula trasformata in teatro di tensione, davanti agli occhi degli studenti. Venerdì mattina, all’interno dell’istituto “Torrente”, la madre di due alunni ha fatto irruzione nella classe frequentata dai figli, aggredendo e minacciando l’insegnante di matematica. Gli alunni, atterriti, hanno assistito alla scena. Solo l’intervento dei collaboratori scolastici ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente. La donna è stata denunciata ai carabinieri.
L’aggressione in classe – Secondo quanto ricostruito, la madre avrebbe fatto ingresso nell’aula durante l’orario scolastico, prendendo di mira la docente dei figli con minacce e atteggiamenti aggressivi. L’episodio ha scosso l’intera comunità scolastica, già segnata da una tragedia che aveva colpito lo stesso istituto.
Il precedente che pesa – La scuola “Torrente” è infatti la stessa frequentata da Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dal fidanzato 19enne il 26 maggio 2025. Un riferimento che rende ancora più delicato il clima in cui si inserisce l’ultimo episodio. La vicenda è stata segnalata al deputato Francesco Emilio Borrelli e all’esponente di “Europa Verde” Salvatore Iavarone: “Si tratta di un episodio gravissimo – affermano – che testimonia come sia ormai fuori controllo la violenza fuori e dentro le scuole con insegnanti sempre più spesso minacciati e aggrediti dai genitori dei loro alunni. Questo ennesimo episodio ripropone il tema di una genitorialità sempre più latente esercitata in spregio a qualunque tipo di valore che dovrebbe essere insegnato di genitore in figlio. La circostanza che si tratti della stessa scuola frequentata da Martina Carbonaro, uccisa a soli 14 anni dal fidanzato 19enne, è una coincidenza emblematica del degrado educativo che vive il nostro territorio. Un degrado che può essere arginato solo promuovendo la costituzione di una rete sociale fatta di scuole, genitori, istituzioni e forze dell’ordine. Purtroppo la morte di Martina non ha insegnato nulla”.
Interviene anche l’assessore alle Politiche sociali, Salvatore Iavarone: “Lo straordinario lavoro quotidiano degli operatori scolastici del nostro territorio non può essere calpestato da eventi come questo. La scuola deve essere non il luogo della sopraffazione ma del confronto dialogico e democratico basato sul rispetto e sull’interiorizzazione delle regole della convivenza civile”.

