Torino, scontri tra polizia e antagonisti: 13 misure restrittive

di Redazione

Lanciano pietre e uova, assaltano sedi istituzionali e aziende, bloccano i treni e aggrediscono agenti. È il bilancio di una lunga scia di episodi che, tra novembre e dicembre 2024, ha segnato Torino. All’alba di oggi, 9 gennaio, la polizia della questura ha eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di tredici militanti dell’area antagonista, indagati a vario titolo per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e rapina.

Le misure, disposte dall’autorità giudiziaria, prevedono l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e l’obbligo di dimora nel capoluogo piemontese, con la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione dalle ore 19.30 alle 7.30. Alcuni dei destinatari risultano già coinvolti in altri procedimenti penali per fatti analoghi e sottoposti a ulteriori misure restrittive. Le misure cautelari erano state richieste per diciotto persone; per ora sono state eseguite nei confronti di tredici soggetti, tra cui anche esponenti dell’area gravitante attorno al centro sociale Askatasuna.

Gli episodi contestati – I provvedimenti scaturiscono da quattro distinti episodi di violenza verificatisi in città. Il primo risale al 13 novembre, quando un gruppo di circa settanta manifestanti ha fatto irruzione nella sede torinese dell’azienda Leonardo. Nel tentativo di bloccare l’ingresso dello stabilimento, i militanti hanno imbrattato e danneggiato diversi padiglioni; i più violenti si sono poi introdotti negli uffici, interrompendo l’attività lavorativa, spintonando e colpendo il personale di vigilanza e i poliziotti della digos intervenuti per fermarli.

Scontri e irruzioni nel centro cittadino – Due giorni dopo, il 15 novembre, in occasione della “Giornata nazionale dello studente”, circa settecento manifestanti, violando le prescrizioni del questore, si sono radunati in piazza Castello e hanno tentato di dirigersi verso la prefettura. Bloccati dai reparti schierati, hanno iniziato a scagliare oggetti contro la polizia, deviando poi verso la Mole Antonelliana. Qui una settantina di militanti ha forzato diversi accessi, aggredito il personale addetto ai controlli ed è salita sulla balconata, rimuovendo le bandiere dell’Unione europea, dell’Italia e del comune di Torino per sostituirle con quelle della Palestina. Il Tricolore è stato imbrattato con le scritte “Free Gaza – 1312 – W Gaza – Free Tiziano”. Nella stessa giornata un altro gruppo ha fatto irruzione nei locali di Burger King e McDonald’s, danneggiando arredi e macchinari.

Binari occupati e agenti feriti – Il terzo episodio contestato è quello del 29 novembre, durante lo sciopero generale. Circa settecento antagonisti, posti in coda al corteo ufficiale, hanno raggiunto piazza Castello dando vita a un fitto lancio di uova con vernice contro la prefettura e le forze dell’ordine schierate. Dopo un tentativo fallito di irruzione nella stazione di Porta Nuova, con l’aggressione agli operatori di polizia, il gruppo si è diretto a Porta Susa, dove ha occupato i binari provocando l’interruzione della circolazione ferroviaria. In quell’occasione rimasero feriti sette poliziotti del reparto mobile di Torino e un agente della digos.

L’assalto al Politecnico e alla sede Rai – L’ultimo episodio risale al 13 dicembre, durante un corteo studentesco pro-Palestina. Circa trecentocinquanta antagonisti hanno lanciato uova e fumogeni contro l’Ufficio scolastico regionale e contro le forze dell’ordine, per poi assaltare la sede del Politecnico con un fitto lancio di pietre, riuscendo a introdursi all’interno e a imbrattare i muri con numerose scritte. Successivamente hanno tentato di entrare anche nella sede torinese della Rai. Anche in questo contesto rimasero feriti un operatore del reparto mobile e uno del gabinetto interregionale di Polizia scientifica.

Il quadro giudiziario – Gli episodi contestati delineano un contesto di violenza diffusa e reiterata: irruzioni in sedi aziendali e istituzionali, aggressioni a personale di vigilanza e agenti, danneggiamenti, occupazione dei binari ferroviari e blocco della circolazione. Per questi fatti la procura indaga per accertare le singole responsabilità, contestando ai tredici indagati, il più giovane dei quali ha venti anni, i reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e rapina. L’operazione di oggi si inserisce in una più ampia attività investigativa che, nelle scorse settimane, ha già portato ad altri interventi, tra cui lo sgombero del centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita, punto di riferimento di parte degli indagati. IN ALTO IL VIDEO

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