Raffineria di cocaina in un’abitazione: 4 arresti

di Redazione

Un’abitazione trasformata in un laboratorio per la produzione e la raffinazione di cocaina, pronta a inondare il mercato dello spaccio. È lo scenario emerso a Fucecchio (Firenze), dove i carabinieri della compagnia di Empoli hanno individuato e smantellato una vera e propria fabbrica di droga, sequestrando 34 chilogrammi di cocaina che, una volta immessi sul mercato, avrebbero fruttato oltre 700mila euro.

L’operazione – I fatti risalgono alla giornata del 19 gennaio scorso, quando i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Empoli, impegnati in un servizio mirato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato quattro persone: un cittadino albanese di 54 anni e tre cittadini colombiani di 59, 58 e 23 anni. Per tutti l’ipotesi di reato è quella di detenzione, produzione e raffinazione di sostanza stupefacente.

I sospetti e la perquisizione – L’attenzione dei militari si è concentrata sull’abitazione dell’uomo albanese, dove erano stati notati movimenti ritenuti anomali. Da qui la decisione di approfondire la situazione con una perquisizione dei locali di pertinenza dell’immobile.

La raffineria – Nei locali retrostanti l’abitazione, i carabinieri hanno scoperto un laboratorio perfettamente attrezzato per la lavorazione della cocaina. All’interno sono stati rinvenuti numerosi panetti di droga, per un peso complessivo di 34 chilogrammi, oltre a vasche, bilance, presse, un forno, pompe, macchinari per il sottovuoto, buste e sostanze per il taglio, elementi che hanno confermato la piena operatività della struttura. Nel corso delle operazioni sono stati trovati anche rilevatori di microspie.

Le misure – Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Firenze, i quattro arrestati sono stati trasferiti presso la casa circondariale di Firenze-Sollicciano. Il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato gli arresti, applicando nei loro confronti la misura della custodia cautelare in carcere. IN ALTO IL VIDEO

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