Omicidio Pierina, Manuela Bianchi convocata a sorpresa in Procura

di Redazione

Una convocazione arrivata all’improvviso, poche ore prima, e un ingresso rapido nel Palazzo di Giustizia di Rimini. È così che, alle ore 15.15 circa, Manuela Bianchi ha risposto alla chiamata della procura, presentandosi davanti al pubblico ministero Daniele Paci e alla squadra mobile nell’ambito delle articolazioni investigative legate all’omicidio di Pierina Paganelli.

L’audizione si inserisce in una fase particolarmente delicata del procedimento. Da un lato è già iniziato il processo a carico di Louis Dassilva, unico imputato per l’omicidio della 78enne, dall’altro è fissata per domani mattina a Bologna una nuova udienza del Tribunale del Riesame chiamata a decidere sulla custodia cautelare del 35enne. Al momento, però, resta il massimo riserbo sul ruolo specifico di questa nuova convocazione della Bianchi, nuora della vittima ed ex amante di Dassilva.

Il riserbo degli inquirenti e della difesa – Nessuna indicazione è trapelata né dagli organi investigativi né dal pool difensivo di Manuela Bianchi, composto dall’avvocata Nunzia Barzan e dal consulente Davide Barzan, che si sono presentati d’urgenza a Rimini insieme alla loro assistita. Da mesi la donna riveste il ruolo di principale accusatrice di Dassilva, dopo la ritrattazione della sua versione dei fatti avvenuta il 4 marzo 2025, quando venne formalmente indagata per favoreggiamento personale.

Le parole all’ingresso in procura – Avvicinata dai giornalisti, inizialmente in silenzio, la Bianchi si è limitata a poche frasi. «Mi devo operare a giorni, per cui sono un po’…», ha detto, aggiungendo poi, a chi le chiedeva se si aspettasse la convocazione: «Non mi aspettavo niente di tutto questo». È stato il consulente Davide Barzan a chiarire che «la signora Bianchi non potrà aggiungere altri elementi sulla ritrattazione, perché cristallizzata in incidente probatorio», ribadendo però che l’assistita è «prontissima» a rispondere alle domande. La stessa Bianchi ha poi precisato che anche il tema di un ciondolo a forma di Africa, regalato a Dassilva nel gennaio 2024 e citato da una confidente nell’ultima udienza, «è già stato raccontato».

Il nodo del favoreggiamento – Manuela Bianchi è indagata per favoreggiamento dal 4 marzo 2025. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresentò una svolta nelle indagini: in quel contesto la donna riferì di aver incontrato Dassilva la mattina del 4 ottobre 2023, prima di scoprire il corpo della suocera nel garage di via del Ciclamino. Secondo la sua versione, l’uomo l’avrebbe avvisata della presenza di una donna morta, senza specificarne l’identità, e l’avrebbe istruita su come comportarsi con la polizia. Quelle dichiarazioni furono poi cristallizzate in un incidente probatorio durato tre giorni, a partire dal 25 marzo 2025, davanti al giudice per le indagini preliminari Vinicio Cantarini, entrando così agli atti della Corte d’assise.

La ricostruzione del delitto – In base alle risultanze investigative finora acquisite, Pierina Paganelli, 78 anni, venne uccisa a Rimini, nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 2023, all’interno del garage del condominio di via del Ciclamino, dove abitava. La donna fu colpita con 29 coltellate in un vano tecnico di raccordo tra i garage e le scale. Il corpo venne rinvenuto la mattina successiva dalla nuora, che diede l’allarme sostenendo inizialmente di non riconoscere la vittima. Le indagini portarono all’arresto di Dassilva, vicino di casa della pensionata, ritenuto dalla procura l’autore materiale dell’omicidio. Il movente ipotizzato ruota attorno alla relazione extraconiugale tra l’uomo e la Bianchi e al timore che Paganelli potesse farla emergere. Sul piano scientifico, alcuni accertamenti hanno sollevato dubbi sulla presenza dell’imputato sulla scena del crimine, mentre l’impianto accusatorio si fonda in larga parte sulle dichiarazioni della nuora, successivamente ritrattate e fissate in incidente probatorio, e su una serie di elementi indiziari tuttora al vaglio della Corte d’assise.

Le ombre evidenziate dalla Cassazione – Sebbene ritenuta attendibile dagli inquirenti, la posizione della Bianchi è stata oggetto di rilievi da parte della Corte di Cassazione che, con motivazioni depositate il 14 gennaio, ha definito le sue dichiarazioni contraddittorie, indicando la necessità di ulteriori approfondimenti. Secondo gli Ermellini, non può essere escluso che la donna abbia agito anche per risentimento nei confronti di Dassilva dopo la fine della loro relazione.

Il contesto giudiziario – Dassilva, arrestato il 17 luglio 2024, si trova in carcere dal mese successivo. Il Tribunale del Riesame ha già confermato la misura cautelare, ma domani a Bologna i suoi legali, Riario Fabbri e Andrea Guidi, torneranno a chiedere la scarcerazione. Il processo per omicidio volontario aggravato è fissato davanti alla Corte d’assise per il prossimo 15 settembre.

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