Le mire di Donald Trump si spostano fino alla Groenlandia. In un’intervista, il presidente americano ha ammesso che gli Stati Uniti hanno “bisogno” dell’isola danese, innescando una reazione durissima del governo di Copenaghen e dell’amministrazione locale, che alzano il livello dello scontro sul terreno del diritto internazionale e della sovranità.
Le parole di Trump e la posta della “sicurezza” – Trump ha ribadito pubblicamente che “abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, e l’Unione europea ha bisogno che la possediamo”. Il presidente ha inoltre riproposto le accuse secondo cui navi cinesi e russe starebbero operando attorno all’isola danese, inserendo la questione in una cornice strategica e militare.
La Groenlandia: “Adesso basta” – Il premier groenlandese Jens Frederik Nielsen ha affidato a un messaggio su Facebook uno sfogo netto: “Adesso basta. Basta pressioni. Basta insinuazioni. Basta fantasie di annessione”. E ancora: “Siamo stati amici intimi e leali degli Stati Uniti per generazioni. Abbiamo affrontato insieme momenti difficili. Per questo, la retorica ripetitiva degli Stati Uniti è del tutto inaccettabile”. Nielsen ha rivendicato identità e istituzioni: “Il nostro Paese non è un oggetto nella retorica delle grandi potenze. Siamo un popolo. Un Paese. Una democrazia. Questo deve essere rispettato”. Pur aprendo al confronto, ha fissato condizioni e metodo: “Siamo aperti al dialogo. Ma deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale. E i canali appropriati non sono post casuali e irrispettosi sui social media”.
La posizione europea e l’appello di Berlino – Per l’Unione europea le parole di Trump sono “già sentite”, secondo una portavoce della Commissione Ue, che ha richiamato “i principi della sovranità e dell’integrità territoriale, come previsto dalla Carta dell’Onu”. “Si tratta di principi universali, e non smetteremo di difenderli, a maggior ragione se l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione europea è in gioco”, ha aggiunto, ribadendo “solidarietà alla Groenlandia e alla Danimarca”. La stessa portavoce ha sottolineato che rimane intatta l’alleanza tra Stati Uniti e Danimarca “attraverso la Nato”, indicando una “grande differenza” rispetto alle tensioni tra Washington e Caracas. Anche il governo tedesco ha abbracciato la linea espressa dall’Unione europea, intimando a Trump di attenersi al dettato del diritto internazionale. “‘I confini non devono essere spostati con la forza, i territori non devono essere annessi con la violenza e il diritto internazionale deve essere rispettato’”, ha dichiarato il vice portavoce della Cancelleria tedesca Sebastian Hille, aggiungendo che Berlino è stata “chiara su questo punto con gli Usa” e resta “in stretto contatto con la Danimarca e altri partner europei su queste questioni”.
Londra con Copenaghen: la presa di distanza di Starmer – Il premier britannico Keir Starmer, ai microfoni di Sky News, ha manifestato una rara presa di distanza esplicita dal presidente americano: “Io sono dalla parte della premier danese Mette Frederiksen, ha ragione sul futuro della Groenlandia”.
Roma: Tajani e la linea dell’indipendenza – Anche l’Italia segue lo scenario. “Trump ne ha fatte molte di dichiarazioni sulla Groenlandia, vediamo quali saranno le intenzioni reali”, ha detto Antonio Tajani a Rtl 102.5. “L’Unione Europea deve naturalmente prendere la propria posizione e garantire comunque l’indipendenza di un territorio che fa parte della corona danese”. Tajani ha inoltre richiamato, in termini generali, la necessità di rafforzare la sicurezza europea: “Ora si stanno compiendo dei passi in avanti per un maggior coordinamento ma io penso che serva una difesa europea, qualcosa di più di un coordinamento”.

