Crans-Montana, il rientro delle salme e l’inchiesta: “Una tragedia evitabile”

di Redazione

Il C-130 dell’Aeronautica militare è atterrato all’aeroporto di Linate intorno alle 12.50 con a bordo le salme di cinque delle sei vittime italiane dell’incendio di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana. Un rientro carico di dolore, accompagnato da familiari e autorità, che ha segnato l’avvio dell’ultimo viaggio verso le città d’origine dei ragazzi. Due feretri sono rimasti a Milano, altri due hanno proseguito via terra verso Genova e Bologna; l’ultimo è stato trasferito a Roma dallo stesso velivolo, atterrato a Ciampino nel primo pomeriggio. A spese dello Stato anche i funerali.

A Genova è arrivato il feretro di Emanuele Galeppini, sedicenne campione di golf: ad accompagnarlo un’auto di Asef con le corone del Comune e della Regione Liguria, oltre a un cuscino di fiori del Genoa, squadra di cui era tifoso. A Ciampino, alle ore 15.19, è atterrato il C-130 con la salma di Riccardo Minghetti, sedici anni, accolto dal ministro Antonio Tajani. È stata confermata anche la morte della cittadina portoghese Fany Pinheiro Magalhães, 22 anni, residente a Crans-Montana.

Il cordoglio istituzionale e il minuto di silenzio – All’arrivo a Linate erano presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa, il capo del Dipartimento della protezione civile Fabio Ciciliano e i presidenti di Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna. Mercoledì 7 gennaio, in tutte le scuole italiane, sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle giovani vittime. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha parlato di un gesto di vicinanza alle famiglie, nel ricordo di vite spezzate in un contesto che avrebbe dovuto essere di festa.

I feriti e i ricoveri – È stato completato il bilancio dei feriti: sono 116 le persone coinvolte, di cui 83 ancora ricoverate. Prevalgono cittadini svizzeri e francesi. Undici pazienti sono stati trasferiti all’Ospedale Niguarda di Milano: sei sono in terapia intensiva, tre in condizioni particolarmente critiche. Le ustioni vanno dal 10% a oltre il 50% del corpo, con frequenti danni polmonari da inalazione che richiedono ventilazione assistita. L’ospedale ha confermato la disponibilità a prendere in carico anche il giovane italiano attualmente ricoverato a Zurigo, non ancora trasportabile.

L’inchiesta e le responsabilità – Sono indagati per “omicidio colposo per negligenza, lesioni corporali per negligenza e incendio per negligenza” i due proprietari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, 60 e 40 anni. L’uomo sostiene di aver “rispettato tutte le norme di sicurezza” nel locale rilevato nel 2015, non si trovava all’interno del bar al momento dell’incendio; presente invece la moglie, che ha riportato ustioni a un braccio. L’amministrazione comunale di Crans-Montana ribadisce che, secondo la normativa del Canton Vallese, i controlli antincendio e le ispezioni annuali competono al Comune. Il sindaco Nicolas Féraud ha annunciato una conferenza stampa per la mattina di martedì 6 gennaio, durante la quale intende “presentare elementi fattuali legati agli avvenimenti tragici della notte di San Silvestro”. Lo stesso Féraud, che nei giorni scorsi aveva escluso un approccio permissivo nelle ispezioni, ha manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo.

Gli inquirenti, tuttavia, hanno chiarito che l’attenzione investigativa si concentrerà anche sull’eventuale richiesta di ristrutturazione del locale. Secondo la Radiotelevisione svizzera romanda RTS, i titolari avrebbero presentato il 19 dicembre 2025 una domanda per ampliare la veranda coperta e sopprimere una porta. Modifiche che, se realizzate, avrebbero potuto aggravare le conseguenze del rogo. Dalla documentazione emergerebbero inoltre criticità sulle vie di fuga: porte che si aprivano nella direzione sbagliata e aperture non conformi.

“Prevenzione mancata” – “Non è stata una disgrazia, ma una tragedia evitabile”. È il giudizio netto dell’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, che ha incontrato i familiari delle vittime. “Le famiglie chiedono giustizia”, ha riferito, aggiungendo di aver ricevuto assicurazioni di piena collaborazione dalle autorità elvetiche. Cornado ha inoltre reso noto che il materiale fonoassorbente del soffitto non era ignifugo e che l’uscita di sicurezza, se presente, era mal segnalata. A suo dire, sarebbero mancati anche adeguati presìdi antincendio e un numero sufficiente di addetti alla sicurezza. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito “assolutamente non adeguate” le misure di sicurezza del locale e ha riferito di aver ricevuto dalla procuratrice generale svizzera l’impegno ad accertare la verità e individuare i responsabili.

Titolare fu arrestato 20 anni fa – Jacques Moretti, sessantenne originario di Ghisonaccia, nell’Alta Corsica, e proprietario del bar Le Constellation, è noto alla giustizia francese. Come scrive Le Parisien, l’uomo sarebbe stato coinvolto in “casi di sfruttamento della prostituzione risalenti a circa vent’anni fa, nonché in un caso di rapimento e sequestro di persona”, con una detenzione in Savoia. Citando una propria fonte legale, Rtl ha confermato che Moretti è stato “detenuto in Savoia nel 2005 perché coinvolto in casi di sfruttamento della prostituzione, frode, rapimento e sequestro di persona”. Gli avvocati dell’imprenditore non hanno commentato le indiscrezioni della stampa.

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