All’alba la rete si è chiusa su un’organizzazione che muoveva tonnellate di droga e milioni di euro, convinta di essere invisibile dietro una chat criptata. La Squadra Mobile di Reggio Emilia ha decapitato il sodalizio con nove arresti, al termine di un’operazione internazionale che ha toccato più province italiane e tre Paesi europei.
L’operazione Sturl one – condotta dalla Polizia di Stato di Reggio Emilia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, con il supporto del Servizio centrale operativo e del Servizio di cooperazione internazionale di Polizia – ha portato all’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare in carcere. I provvedimenti sono stati eseguiti tra Reggio Emilia, Bergamo, Brescia e Savona, e all’estero in Francia, Spagna e Albania, grazie alla collaborazione con le autorità straniere e, in particolare, con il Dipartimento della Polizia criminale albanese.
Il contesto investigativo – L’indagine rappresenta la prosecuzione dei filoni Trexit 2019 e Black mamba, che tra il 2021 e il 2022 avevano già portato a 35 provvedimenti restrittivi. In quelle fasi erano stati sequestrati i telefoni utilizzati dagli indagati per comunicare su una piattaforma criptata: proprio l’analisi delle chat ha consentito agli investigatori di ricostruire il programma criminale e di definire il ruolo stabile e funzionale dei singoli arrestati all’interno dell’associazione.
I numeri del traffico – In soli sei mesi di monitoraggio delle conversazioni, gli investigatori hanno accertato la distribuzione di oltre 200 chilogrammi di cocaina e di circa mille chilogrammi tra hashish e marijuana, con proventi per milioni di euro. Convinti della segretezza del canale, gli indagati parlavano apertamente di trattative, modalità di consegna e commentavano persino i sequestri eseguiti dalla Polizia di Stato.
Gli arresti e le perquisizioni – Gli indagati sono quindici; nove sono finiti in carcere, otto dei quali di origine albanese e uno italiano, ritenuti in posizione apicale nel sodalizio. Le attività hanno incluso decine di perquisizioni anche all’estero. A Brescia, nel corso di un controllo, un cittadino marocchino è stato trovato in possesso di poco più di due chilogrammi di marijuana, un chilogrammo di hashish e 5.800 euro in contanti.
Le ramificazioni – L’esistenza dell’organizzazione era emersa già nelle precedenti inchieste che avevano colpito tre gruppi attivi nello spaccio di cocaina in provincia di Reggio Emilia. Tra questi, il cosiddetto “gruppo di Rubiera”, dedito allo spaccio al dettaglio, che si riforniva anche dal sodalizio smantellato in queste ore, oltre che da un’altra compagine composta da cittadini albanesi. IN ALTO IL VIDEO

