Trentola Ducenta (Caserta) – Un racconto che nasce dal dolore personale e si trasforma in impegno collettivo. È questo il filo conduttore della presentazione del libro La Paura e il Coraggio di Angelo Quindici, ospitata nella parrocchia di San Michele Arcangelo, a Trentola Ducenta.
L’incontro ha offerto un momento di riflessione sul valore della prevenzione come gesto di cura verso se stessi e verso la comunità. Il volume prende forma da un’esperienza di sofferenza e si sviluppa come un racconto corale che intreccia testimonianze, competenze sanitarie e pratiche di solidarietà, invitando a superare la paura attraverso consapevolezza e azione concreta.
La prevenzione come rete di comunità – Nel corso della serata, moderata da Mariano Scuotri, è emersa con forza l’idea di una prevenzione costruita in rete, fondata sull’ascolto, sulla prossimità e sulla collaborazione tra istituzioni, mondo sanitario e volontariato. In questo quadro si inserisce anche l’esperienza del ticket sospeso, una vera e propria “cassa di comunità” pensata per garantire l’accesso a esami e farmaci anche alle persone in difficoltà economica.
Il ruolo delle comunità – Tra gli interventi, don Marcellino Cassandra ha sottolineato l’importanza di non lasciare sole le persone che affrontano la malattia, richiamando il valore dell’accompagnamento umano e spirituale accanto alle cure mediche. Il sindaco di Trentola Ducenta, Michele Apicella, ha richiamato l’attenzione sulla prevenzione come responsabilità collettiva e istituzionale, evidenziando la necessità di promuovere una cultura della salute accessibile e condivisa, capace di mettere al centro la dignità della persona.
Storie di lotta e testimonianza personale – Da tempo impegnato nella promozione di screening gratuiti e corsi di formazione sulle manovre salvavita, Quindici ha spiegato il senso profondo del libro, che raccoglie le storie di chi ha affrontato il cancro intrecciandole alla sua vicenda personale, segnata dalla perdita della madre. “Ho perso mia mamma di tumore – racconta Quindici – e le sono stato accanto in ogni momento. È un’esperienza che mi ha segnato profondamente, ma che mi ha dato anche la forza di voler aiutare gli altri. So cosa significa sentirsi soli, disperati, senza sapere cosa fare. Con il sostegno giusto si può affrontare la vita in modo diverso”.
“Non bisogna aver paura di curarsi” – L’autore vive e lavora in un territorio segnato dalle criticità ambientali della Terra dei Fuochi, consapevolezza che orienta il suo impegno quotidiano. “Viviamo in una zona dove le malattie sono anche causate dall’alimentazione e dall’aria che respiriamo. Per questo porto avanti un messaggio di speranza e prevenzione”. Un appello diretto, racchiuso anche nel titolo del libro: “Non bisogna avere paura di fare prevenzione, paura di curarsi. ‘La Paura e il Coraggio’ rappresenta proprio il percorso che tutti dobbiamo intraprendere: superare la paura e trovare la forza di agire”.
Resilienza e consapevolezza – La Paura e il Coraggio si configura così non solo come un racconto di malattia, ma anche come una testimonianza di resilienza e solidarietà. L’opera raccoglie inoltre contributi di medici e operatori del settore che riconoscono il valore dell’impegno di Quindici nel migliorare la qualità della vita delle persone e nell’offrire un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno.
“Bastano 30 minuti per salvarti” – Durante l’evento è stato proiettato anche un video della campagna di sensibilizzazione alla prevenzione dei tumori con protagonista l’attrice Ottavia Piccolo, da cui prende spunto uno dei messaggi più incisivi dell’autore: “Bastano 30 minuti per fare uno screening. Sono pochi, ma possono salvare tante vite”.


