Caserta – Un confronto autentico, lontano dalle lezioni frontali e vicino alle domande dei ragazzi. È quello che si è svolto oggi, 21 gennaio 2026, all’Istituto “Ferraris” di Caserta, dove Catello Maresca, magistrato e scrittore, ha incontrato gli studenti scegliendo la strada del dialogo diretto, umano, partecipato. Nessuna cattedra ideale, ma un racconto fatto di esperienza, passione civile e responsabilità personale.
Maresca ha adottato un linguaggio semplice e affabile, capace di parlare al sentire delle nuove generazioni. Un registro che ha restituito l’idea di una legalità che nasce dal cuore e di una giustizia intesa come missione quotidiana, soprattutto nella lotta alla criminalità organizzata. Dall’incontro è emersa la figura di un magistrato capace di tenere insieme autorevolezza e umanità: rigoroso nel far rispettare la legge, ma consapevole della complessità dell’animo umano e attento anche a chi sbaglia. Un equilibrio che ha dato forza a un confronto intenso sui grandi temi della vita, dal senso del dovere alla felicità, fino all’amore, fulcro del suo intervento.
«Perché Falcone era innanzitutto un uomo d’amore». Da questa riflessione è nato il riferimento al libro Il genio di Giovanni Falcone prima il dovere, con cui Maresca racconta Giovanni Falcone non solo come simbolo della lotta alla mafia, ma come uomo, con le sue fragilità, la sua forza d’animo e un incrollabile senso del dovere. Un messaggio educativo forte, racchiuso già nel titolo, che – come ha precisato lo stesso Maresca – «va letto tutto insieme, non c’è un sottotitolo», a sottolineare come genio e dovere fossero inscindibili. Un richiamo limpido rivolto alle nuove generazioni, spesso esposte a modelli discutibili, che indica una figura di riferimento solida e credibile.
A chiudere l’incontro sono state le parole della dirigente scolastica, Fabiola Del Deo, che ha sottolineato il valore umano dell’esperienza: «Dottor Maresca, la ringraziamo. Ci ha colpito molto il suo atteggiamento paterno; i ragazzi hanno dimostrato, con il silenzio e l’ascolto partecipato, di aver fatto tesoro delle sue parole. Sono sicura che ciò che ha detto lascerà il segno». Un applauso lungo e sentito ha accompagnato il saluto finale, suggellando un incontro capace di parlare alla mente e al cuore degli studenti.

