Aversa, polemica su don Michele Mottola in Cattedrale: i chiarimenti della Diocesi

di Redazione

Aversa (Caserta) – La presenza di don Michele Mottola, ex parroco di Trentola Ducenta condannato in primo grado per abusi sessuali su una bambina di dieci anni, durante una recente celebrazione nella Cattedrale di Aversa ha acceso una dura polemica pubblica. A fare chiarezza è ora la Diocesi di Aversa, guidata dal vescovo Angelo Spinillo, che interviene con una nota ufficiale per precisare contesto, responsabilità e limiti della partecipazione del sacerdote alla funzione religiosa.

La presa di posizione della Diocesi – In merito alle notizie circolate sulla presenza del sacerdote insieme ad altri presbiteri della diocesi, la Chiesa aversana chiarisce anzitutto “l’inesattezza dell’informazione riportata lo scorso 30 dicembre 2025 dall’avvocato Sergio Cavaliere”. Nella nota si sottolinea che la denuncia dei fatti, “di cui lo stesso reverendo Mottola si era pubblicamente accusato”, partì per iniziativa diretta della Diocesi e solo successivamente intervennero gli organi di comunicazione richiamati nell’articolo oggetto di contestazione.

Le responsabilità e le condanne – La Diocesi precisa, inoltre, che don Mottola ha espiato le pene comminate sia dal Tribunale statale sia dal Tribunale ecclesiastico. Un passaggio ribadito per rimarcare “l’azione decisa della Diocesi nel condannare il reato e ristabilire la giustizia tutelando le persone vittime e comunque coinvolte nella predetta situazione”.

Le restrizioni ancora in vigore – Attualmente, per decreto del vescovo di Aversa, il sacerdote è sottoposto a una serie di restrizioni che gli precludono la partecipazione al ministero ecclesiastico e agli eventi pubblici. La Diocesi chiarisce che tali limitazioni restano pienamente valide.

L’eccezione per la conclusione del Giubileo – Proprio in questo quadro si inserisce la decisione del vescovo di consentire, in occasione della conclusione del Giubileo, come già avvenuto “in qualche altra eccezionale occasione precedente”, la partecipazione di Mottola alla celebrazione eucaristica. Una scelta motivata, spiega la Diocesi, dalla “prospettiva di quella speranza cristiana di penitenza e di redenzione, che in altra forma è contemplata anche negli articoli della Costituzione della Repubblica”.

La linea della Chiesa aversana – L’eccezionalità della deroga, viene precisato, non annulla in alcun modo le restrizioni imposte e non comporta alcuna attenuazione dell’attenzione verso possibili abusi. La Diocesi assicura che la vigilanza resta massima “su eventuali abusi che potessero essere commessi da qualunque altro”, ribadendo al contempo “stima e grato rispetto verso tutti i sacerdoti che ogni giorno vivono con dedizione e generosità il loro servizio alla vita di ciascuna delle nostre comunità”.

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