Tensione Usa-Venezuela, Trump chiude lo spazio aereo e annuncia nuove mosse contro i narcos

di Redazione

Il quadro della crisi tra Stati Uniti e Venezuela si è ulteriormente irrigidito dopo l’ultimo annuncio di Donald Trump, che su Truth ha dichiarato che lo spazio aereo sopra il Paese sudamericano «è chiuso», rivolgendosi «a tutte le compagnie aeree, piloti, spacciatori di droga e trafficanti di esseri umani» e avvertendo che «lo spazio aereo sopra e intorno al Venezuela sarà interamente chiuso». Una presa di posizione che arriva mentre, nei giorni precedenti, diverse compagnie avevano già ridotto i voli e mentre velivoli militari statunitensi hanno sorvolato la fascia di mare tra la costa venezuelana e l’isola di Curaçao.

La mossa sullo spazio aereo – La comunicazione diffusa dal presidente americano è stata interpretata come un’ulteriore escalation nella campagna contro i presunti narcotrafficanti operativi nell’area caraibica. Washington ha fatto sapere di ritenere il controllo dello spazio aereo parte integrante della strategia di interdizione, dopo settimane di interventi navali contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga.

L’operazione dei Seal – A confermare l’approccio più aggressivo dell’amministrazione è anche l’operazione del 2 settembre, resa nota dal Washington Post. Secondo due fonti citate dal quotidiano, il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, avrebbe impartito ai militari l’ordine di «uccidere tutti» i membri dell’equipaggio di un’imbarcazione sospettata di trasportare droga nei Caraibi. L’azione, condotta dai Seal al largo di Trinidad, sarebbe costata la vita a due uomini sopravvissuti a un primo raid, segnando il primo intervento diretto ordinato da Trump nell’ambito della dichiarata guerra ai narcos venezuelani.

Il fronte diplomatico con Maduro – Alla vigilia della chiusura dello spazio aereo, il presidente americano avrebbe inoltre parlato al telefono con Nicolás Maduro. A riferirlo sono state fonti anonime citate dal New York Times, secondo le quali i due leader avrebbero discusso anche la possibilità di un incontro di persona. Un’ipotesi che, secondo le stesse fonti, si terrebbe negli Stati Uniti, pur non essendo al momento prevista in agenda.

Dopo l’attacco a Washington stop alle decisioni sull’asilo – Nel frattempo la Casa Bianca ha annunciato il congelamento di tutte le decisioni relative all’asilo, in seguito all’attacco avvenuto a Washington in cui è rimasta uccisa una militare e un altro soldato è rimasto gravemente ferito. Il sospettato, Rahmanullah Lakanwal, cittadino afgano di 29 anni arrivato nel 2021, sarà accusato di omicidio. Le autorità federali chiederanno la pena di morte e i Servizi per la cittadinanza e l’immigrazione hanno sospeso «tutte le decisioni» sulle richieste di protezione «fino a quando ogni straniero non sarà stato sottoposto al più rigoroso controllo».

Il caso Hernandez – Trump ha poi annunciato l’intenzione di concedere la grazia a Juan Orlando Hernandez, ex presidente dell’Honduras condannato negli Stati Uniti per cospirazione finalizzata al traffico di cocaina. In un post su Truth, il presidente ha sostenuto che Hernandez sarebbe stato trattato in maniera «ingiusta e dura, secondo diverse persone che rispetto molto».

L’annullamento degli ordini di Biden – Infine, il presidente ha dichiarato che tutti gli ordini esecutivi firmati dal suo predecessore Joe Biden tramite autopenna sono «da considerarsi cancellati». Secondo Trump, tali documenti rappresenterebbero «circa il 92%» delle firme dell’ex presidente democratico. «Sono tutti da considerarsi annullati, e l’autopenna non può essere utilizzata a meno che non ci sia una approvazione specifica del presidente. I radicali democratici di sinistra hanno strappato a Biden la presidenza, quindi cancellerò tutti gli ordini esecutivi e qualsiasi altro documento che non sia stato firmato direttamente da lui», ha scritto Trump.

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