Bruxelles, il presepe “senza volti”: da messaggio di inclusività a caso politico

di Redazione

La Natività senza volti accende il dibattito. A Bruxelles, nella Gran Place, l’installazione Stoffe della Natività — un presepe in cui Maria, Giuseppe, Gesù e i Re Magi sono rappresentati da patchwork multicolori al posto dei lineamenti — è diventata nel giro di poche ore uno dei temi più discussi a meno di un mese dal Natale. L’opera, concepita come messaggio di inclusività, ha generato reazioni indignate: molti utenti sui social definiscono i volti in tessuti grigi, rossi, beige, neri e marroni «bizzarri», leggendo nell’iniziativa un presunto «attacco ai valori della cristianità» in favore della cultura woke e del politicamente corretto. Nel mirino anche le autorità cittadine, accusate per i 65mila euro spesi per l’installazione.

Presepe “cancellato” a Genova – Il fronte delle polemiche tocca anche Genova, dove la decisione del sindaco Silvia Salis di non allestire il tradizionale presepe all’interno di Palazzo Tursi ha provocato una dura reazione politica. «Dopo avere introdotto l’educazione sessuologa-affettiva nelle scuole dell’infanzia, adesso la giunta Salis cancella dal Comune anche il presepe, essenza del Natale e della nostra tradizione cristiana», affermano i consiglieri comunali di Fdi Alessandra Bianchi, Nicholas Gandolfo, Francesco Maresca e Valeriano Vacalebre, parlando di «posizione ideologica» e sostenendo che le recenti parole del sindaco — che si era definita «madre, cattolica, moglie» — siano ormai «slogan».

La replica del Comune – L’assessore alle Tradizioni, Tiziana Beghin, respinge le accuse e rilancia: «L’amministrazione comunale non cancella, semmai valorizza la tradizione culturale del Natale. Non è di certo ostentando l’allestimento di presepi nel colonnato del palazzo civico che si è valorizzata la tradizione presepiale della nostra città in questi anni, come certi esponenti della minoranza vorrebbero far credere alle genovesi e ai genovesi».

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