Società

Aversa, occupazioni abusive a San Lorenzo: ex sindaci e assessori si appellano a sentenza Corte dei Conti

di Nicola Rosselli

Aversa (Caserta) – Nemmeno un regista di thriller sarebbe riuscito a porre in discussione l’appello degli amministratori e dei dirigenti del Comune di Aversa in Corte dei Conti nel bel mezzo delle prescrizioni che lo stesso organismo di controllo contabile ha dettato agli attuali amministratori. Si terrà. – continua sotto –  

Infatti, nella giornata di martedì l’udienza di appello contro le condanne in primo grado da parte della Corte dei Conti per due ex sindaci Ciaramella e De Cristofaro, ex assessori al Patrimonio, Balivo e Virgilio, e due dirigenti, Diana e Guarino. Un danno da circa 3 milioni di euro. Questo quanto erano chiamati a risarcire sindaci, assessori e dirigenti, quasi tutti ex, dalla Corte dei Conti per canoni mai riscossioccupazioni abusive dei 136 alloggi di proprietà del Comune in via San Lorenzo. La Procura contabile aveva contestato un presunto danno erariale da 2,7 milioni di euro per il periodo 2009-2013, su un buco accertato, però, di oltre 16 milioni cominciato già all’inizio degli anni ’90, di cui gran parte è andata in prescrizione, per «la cattiva gestione di 136 alloggi comunali popolari in via San Lorenzo, quasi tutti occupati abusivamente e per i quali non sono mai stati riscossi i relativi canoni di locazione».

In sostanza, amministratori e dirigenti non avrebbero messo in campo un fattivo impegno per recuperare le somme o liberare gli alloggi. Condannati due ex sindaci, due ex assessori al Patrimonio e tre dirigenti al Patrimonio. Dall’inchiesta era stato escluso il defunto sindaco Giuseppe Sagliocco perché, in questo caso, la contestazione non è trasmissibile agli eredi. L’inchiesta era stata condotta dal viceprocuratore generale Ferruccio Capalbo, sotto il coordinamento del procuratore regionale Michele Oricchio, e delegata alla Guardia di Finanza di Aversa.

Nello specifico, questo quanto statuito dalla sentenza impugnata: per gli ex sindaci Domenico Ciaramella (2002-2012) 216mila euro e Domenico (Enrico) De Cristofaro (2016-2019) 150mila euro. Gli ex assessori al Patrimonio Romilda Balivo (2010-2012) per 62mila euro e Nicla Virgilio (2012-2014) per 120mila euro. I dirigenti dell’Ufficio Patrimonio Alessandro Diana (2012-2015) per 154mila euro e Stefano Guarino, dirigente ad interim del Patrimonio (2015-2017 e dal 2017 a oggi) per 108mila euro. «Dagli accertamenti effettuati – scriveva il pm – è emerso comprovato che per un lunghissimo arco temporale non sono stati riscossi i canoni dovuti per numerosi cespiti di proprietà del Comune».

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