Politica

Teverola, Martino rassegna dimissioni da presidente Consiglio Comunale: “Il sindaco faccia lo stesso”

di Redazione

Teverola (Caserta) – Amelia Martino ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio Comunale. Lo ha fatto “alla luce degli attacchi diffamatori, lesivi della sua dignità politica, istituzionale e morale di cui è stata protagonista”, come rende noto il gruppo consiliare “Teverola Sostenibile”, di cui Martino fa parte insieme ad Alfonso Fattore, Pasquale Buompane e Giusy Caputo. – continua sotto – 

“Dopo i ripetuti comunicati e le diffide, nonostante i solleciti da parte dell’avvocato Amelia Martino, mai nessuno dalla maggioranza ha fatto pervenire la documentazione necessaria per la convocazione del consiglio comunale. E’, dunque, chiaro, che lo scopo di questo Consiglio fosse soltanto sfiduciarla, così da portare al tavolo delle epurazioni l’ulteriore risultato”, sostengono dal gruppo nato dalla frattura nella maggioranza a sostegno del sindaco Tommaso Barbato.

La scelta di Martino è maturata anche a seguito degli eventi accaduti nella giornata di ieri, in cui è stata pubblicata dal gruppo “Futura per Teverola” una sequenza di immagini dal titolo “labiale del presidente del Consiglio Comunale”. Un’azione che, per gli esponenti di “Sostenibile”, è stata intrapresa “al solo scopo di infangare ed accusare l’avvocato Martino, facendo passare un messaggio non corrispondente alla realtà dei fatti”. “In quello spezzone del Consiglio comunale – affermano dal gruppo Sostenbile – l’avvocato Martino pronuncia (e il Var conferma!) ‘Mimmo’, nient’altro che il nome del marito, presente in aula e visibilmente turbato per le aggressioni verbali subite dalla moglie durante il Consiglio comunale”.

“Se la sottoscritta è stata esortata violentemente ad abbandonare il ruolo di presidente, eletta solo pochi mesi fa dagli stessi consiglieri – si legge dalla lettera di dimissioni di Martino – con la stessa fermezza, pur nel rispetto dei ruoli istituzionali, si invita il sindaco a fare lo stesso. Sarebbe un gesto di assunzione di responsabilità all’altezza del ruolo ricoperto”.

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