Cronaca

Strage Texas, il killer: “State per morire”. Maestre uccise mentre proteggevano alunni

di Redazione

Erano tutti nella stessa aula i 19 bambini e le due maestre uccise in una scuola elementare, la “Robb Elementary”, a Uvalde, in Texas, dove un ragazzo di 18 anni ha compiuto una strage in una classe quarta frequentata di solito da alunni di 9-10 anni. Altre 17 persone sono rimaste ferite. Si tratta una delle peggiori stragi della storia degli Stati Uniti d’Armeria che riporta alla memoria il massacro di Sandy Hook del 2012, quando il 20enne Adam Lanza uccise 26 persone di cui 20 bambini. E sempre in Texas, solo pochi giorni fa, un 18enne suprematista ha sparato in un supermercato di Buffalo, uccidendo 10 persone, in un gesto motivato dal razzismo. – continua sotto – 

Prima lite con la nonna, poi l’irruzione a scuola – Ramos avrebbe agito da solo. Ancora da chiarire il movente. Stando a quanto finora emerso, il killer, uscendo di casa, ha sparato prima alla nonna, colpendola alla testa. La donna aveva capito le intenzioni del nipote ed era fuggita in strada per chiedere aiuto. Non è stata risparmiata dalla follia omicida di Ramos. Poi il 18enne ha avuto un incidente d’auto vicino alla scuola elementare. Sceso dalla vettura con fucile e giubbotto antiproiettile è entrato nell’edificio scolastico e ha aperto il fuoco in alcune classi. Il 18enne è stato poi ucciso dalla polizia mentre cercava di fuggire.

Il profilo del killer – Di Ramos si sa ancora poco: era uno studente di un liceo dell’area. Da familiari e amici viene descritto come un ragazzo solitario, che da bambino veniva bullizzato a scuola per un problema di balbuzie e negli anni era diventato sempre più violento. Lavorava da Wendy’s, catena di ristoranti americana con un punto vendita non lontano dall’istituto teatro delle strage. “Era un tipo silenzioso, non diceva molto e non socializzava con altri dipendenti”, riferisce il manager del locale Adrian Mendes. I suoi social sono pieni di pistole e armi da fuoco. Sempre sui social, due mesi fa Ramos aveva pubblicato anche un video di una sua sfuriata contro la madre che voleva cacciarlo di casa. “Ha postato video su Instagram, c’era anche la polizia, lui urlava parolacce alla madre ed era molto aggressivo”, racconta Nadia Reyes, una sua compagna di scuola. E della situazione familiare di Ramos parla anche Ruben Flores, un vicino che insieme alla moglie aveva cercato di aiutare quel ragazzo senza padre “che aveva una vita piuttosto difficile con la madre”. Lo invitavano a barbecue, a dormire a casa loro insieme a loro figlio. Ma un certo punto i problemi con la madre, che ha problemi di tossicodipendenza, sono diventati tali che il ragazzo si è trasferito a vivere dalla nonna che ieri è stata la prima vittima della follia di Ramos. I suoi compagni lo descrivono come un ragazzo che a scuola aveva sempre avuto problemi, preso in giro per il fatto che balbettava. “Veniva bullizzato da tanti, sui social media, sui giochi: era un ragazzo simpatico, timidissimo, doveva uscire dal guscio”, racconta Stephen Garcia che si descrive come il migliore amico di Ramos alle medie.

Il contatto con una ragazza prima della strage – Poco prima della strage ha contattato una sconosciuta su Instagram dicendole che aveva un segreto che voleva condividere: “sto per…”. Alla ragazza comunque non ha confessato quale era il gesto che aveva in mente e che ha portato a termine qualche ora dopo. Sul suo account Instagram il killer aveva postato un selfie e foto di armi, inclusa una con due fucili. Non è chiaro se si tratti delle armi usate per la strage. Quello che si sa è che il ragazzo per il suo 18esimo compleanno ha acquistato due fucili. Quella frase, presagio del massacro, Ramos l’aveva inviata a ‘epnupues’, una ragazza sconosciuta che non vive neanche in Texas. Ramos l’aveva contattata il 12 maggio e le aveva detto di “ripostare” le foto delle sue pistole. Al messaggio “sto per..”, inviato alle 5.43 del mattino di martedì, la ragazza aveva risposto: “Cosa?”. Il killer le aveva risposto: “te lo dirò prima delle 11”. Un’ora dopo le aveva scritto ancora: “Ho un piccolo segreto che voglio dirti”. Il suo ultimo messaggio alla ragazza era stato alle 9.16. Sui social avrebbe anche accennato all’attacco, in maniera molto vaga.  “Ha suggerito che i bambini dovrebbero stare attenti”, ha detto il senatore dello stato del Texas Roland Gutierrez. – continua sotto – 

“State per morire” – La piccola Amerie Jo Garza, una delle vittime della sparatoria, ha provato a chiamare il 911 (il numero di emergenza) quando ha visto il killer. La bimba, di soli 10 anni, è probabilmente la prima ad essere stata uccisa con un colpo di pistola proprio perché l’ha vista con il telefono in mano. “L’uomo armato è entrato e ha detto ai bambini ‘state per morire'”, ha raccontato la nonna della piccola eroina. “Amerie ha preso il suo telefono e ha chiamato i servizi di emergenza. Lui le ha sparato”, ha riferito. Angel Garza, suo padre, ha scritto su Facebook: “Grazie a tutti per le preghiere e per l’aiuto che mi avete dato nella ricerca di mia figlia. È stata trovata. Il mio piccolo amore ora sta volando con gli angeli in alto. Per favore, non date un secondo della vita per scontato. Abbracciate la vostra famiglia. Dite loro che li amate. Ti amo Amerie Jo. Proteggi il tuo fratellino per me”.

Maestre morte mentre proteggevano alunni – Le due Eva Mireles e Imma Garcia hanno perso la vita mentre cercavano di proteggere i loro alunni. Lo hanno raccontato la zia di Mirelese, Lydia Martinez Delgado, al New York Times, e il nipote di Imma sui social. Mireles, che aveva poco più di 40 anni, lavorava nella scuola elementare di Uvalde da 17 anni. Era sposata e aveva una figlia. “Era molto amata ed era orgogliosa di essere un’insegnante”, ha detto ancora la zia al New York Times. Le fa eco la cugina della maestra, Amber Ybarra, che ai microfoni del Today Show della Nbc, ha dichiarato: “È stata un’eroina. Era una persona incredibile. La sua risata era contagiosa e ci mancherà. Ha messo il cuore in tutto ciò che ha fatto”. La 46enne Garcia lavorava nella scuola elementare di Uvalde da 23 anni. Era sposata e aveva quattro figli. Uno di loro ha raccontato che un suo amico delle forze dell’ordine che era sul posto ha visto la madre proteggere i suoi studenti. “La mia ‘tia’ non ce l’ha fatta, si è sacrificata proteggendo i bambini nella sua classe. È morta da eroe. Era amata da molti e ci mancherà davvero”. Vi prego di pensare alla mia famiglia quando pregate”, ha invece scritto il nipote sui social.

Biden: “Agire sulle armi”. Intanto, negli Stati Uniti prosegue il dibattito sul libero accesso alle armi. “Perché queste stragi avvengono solo qui? Possiamo e dobbiamo fare di più. E’ il momento di trasformare il dolore in azione” e di affrontare la lobby delle armi, afferma il presidente Joe Biden appena rientrato dal suo viaggio in Asia e con a fianco la First Lady Jill Biden vestita tutta di nero. Parlando dell’ennesimo “massacro” il presidente si definisce “stanco e arrabbiato” e si rivolge direttamente agi americani: “Perché vogliamo vivere con questa carneficina? Perché continuiamo a consentire che questo accada? Per l’amor del cielo dov’è la nostra spina dorsale?”. Da qui l’appello a norme di buon senso sulle armi affinché tragedie come questa possano essere evitate. “Non venitemi a dire che non possiamo avere un impatto su queste carneficine”, aggiunge. – continua sotto – 

Procuratore: “Armare insegnanti” – Il  procuratore generale del Texas, il repubblicano Ken Paxton (alleato di Trump), rilancia l’idea di armare gli insegnanti. “Non possiamo fermare i cattivi dal fare cose brutte. Ma possiamo armare e preparare gli insegnanti a rispondere rapidamente. Secondo me questa è la risposta migliore”, ha detto Paxton.

In Texas un milione di armi registrate, record Usa – Il Texas nel 2021 contava su un milione di armi registrate, il numero maggiore negli Stati Uniti e più di quelle della Florida e della Virginia, che sono rispettivamente al secondo e terzo posto nella classifica statunitense. Lo riporta Houston Chronicle, sottolineando che dal 2018 il Texas ha anche il primato per il maggior numero di morti in sparatorie di massa.

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