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È morto il superprocuratore sportivo Mino Raiola: lo ha annunciato sui social la famiglia

di Redazione

È morto Mino Raiola, procuratore sportivo italiano tra i più conosciuti e influenti del calcio professionistico: aveva 54 anni. – continua sotto –

Da giorni era ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano in gravissime condizioni, dopo che già settimane fa era stato molto male. Giovedì era circolata la notizia falsa della sua morte, poi smentita nel giro di un’ora dal primario del San Raffaele Alberto Zangrillo e dal suo staff.

Oggi, invece, è stata la famiglia stessa ad annunciare la morte di Raiola su Twitter, scrivendo: “Con infinito dolore annunciamo la scomparsa di Mino, il più straordinario procuratore di sempre. Mino ha lottato fino all’ultimo istante con tutte le sue forze proprio come faceva per difendere i calciatori. E ancora una volta ci ha resi orgogliosi di lui, senza nemmeno rendersene conto. Mino è stato parte delle vite di tanti calciatori e ha scritto un capitolo indelebile della storia del calcio moderno. Ci mancherà per sempre e il suo progetto di rendere il mondo del calcio un posto migliore per i calciatori sarà portato avanti con la stessa passione. Ringraziamo di cuore coloro che gli sono stati vicini e chiediamo a tutti di rispettare la privacy dei di familiari e amici in questo momento di grande dolore”.

Nato il 4 novembre 1967 a Nocera Inferiore (Salerno), è cresciuto in Olanda dove ha lavorato nella pizzeria di famiglia prima di intraprendere la carriera di procuratore sportivo, inizialmente con le deleghe di alcuni calciatori olandesi come Bergkamp e Jonk e poi allargando sempre più la sua sfera fino a diventare uno degli agenti più potenti e temuti del calcio globale. – continua sotto – 

Da Ibrahimovic a Robinho, da Pogba a Balotelli, da Lukaku a De Ligt, solo per citare alcuni dei trasferimenti principali con l’intermediazione di Raiola, che nel 2020 arrivò a guadagnare 85 milioni di dollari secondo Forbes. Negli ultimi anni Raiola, assieme a Mendes, Barnett e Manasseh, ha creato un’associazione di super procuratori in aperto contrasto con la Fifa e il suo proposito di riformare la categoria.

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