Sant’Arpino

Sant’Arpino, Dell’Aversana: “Non bastano sindaci nuovi ed onesti, bisogna modificare norme obsolete”

Sant’Arpino (Caserta) – «Anche il migliore dei sindaci senza una macchina amministrativa degna di questo nome potrà fare ben poco». Questo l’allarme che lancia il primo cittadino di Sant’Arpino Giuseppe Dell’Aversana. «Leggo – afferma – delle sfide a sindaco per Roma e Napoli, dei proclami roboanti dei vari aspiranti e alla luce della mia esperienza, rifletto sul valore e potenzialità del ruolo del sindaco. Ritengo sbagliato porre tante aspettative di cambiamento solo ed esclusivamente su una singola persona». – continua sotto – 

Perché questo? «Non abbiamo nei comuni – ha continuato Dell’Aversana – un’impalcatura burocratica che consenta azioni forti ad un sindaco senza prima una serie sfiancante di limitazioni e pareri. Ritengo fuorviante promettere ai cittadini miracoli di mirabolanti novità. Le attese saranno deluse. Non abbiamo nei comuni una quantità tali di impiegati e vigili urbani sufficienti a dare risposte adeguate alla complessità delle numerose funzioni di un comune». Per il sindaco atellano: «Un primo cittadino da solo non potrà mai riuscirci se non cambia la mentalità dei corpi intermedi della società come sindacati, associazioni, ordini professionali, imprenditori, un sindaco da solo non potrà mai cambiare una città se non cambia il modo di porsi e di vivere della cittadinanza o della maggioranza di essa. L’esperienza di questi decenni ha dimostrato che l’elezione diretta del sindaco da sola non basta per cambiare le città, non bastano sindaci nuovi ed onesti. Bisogna modificare norme obsolete, che paralizzano l’attività di gestione, bloccano l’autonomia dei sindaci, ingessano i bilanci». – continua sotto – 

Subito dopo Dell’Aversana sottolinea la sua ricetta: «La possibilità di scegliere da parte del sindaco i responsabili di settore nello stesso paniere degli impiegati comunali non è sufficiente. La scelta è spesso obbligata. Se poi aggiungiamo l’invecchiamento della classe impiegatizia e la fortissima carenza di uomini, ci rendiamo conto che il nuovo sindaco, per quanto rivoluzionario, è costretto ad operare sempre con gli stessi impiegati comunali. La vera rivoluzione si potrà avere se il sindaco neo eletto potrà usufruire dopo la sua elezione, di uno staff esterno, avvocati, ingegneri, tributaristi, informatici, contabili, esperti di finanziamenti europei, ambientalisti, persone di propria fiducia, pagati dallo stato italiano ma scelti dal neo sindaco cui dare compiti di guida degli uffici, uno staff di persone competenti cui dettare gli indirizzi politici da concretizzare».

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