Aversa

Aversa, alloggi comunali di Via San Lorenzo: arriva sanatoria

Aversa (Caserta) – Sanatoria per le palazzine di via San Lorenzo 75 con i 136 alloggi comunali. Una “bomba sociale” che, dopo aver mietuto vittime per danno erariale tra dirigenti e amministratori, tra cui due ex sindaci, pare possa essere finalmente disinnescata evitando eventuali sgomberi che sono stati più volte su punto di essere messi in pratica. La Regione Campania, grazie all’interessamento del nuovo vicesindaco con delega all’Edilizia e all’Urbanistica Marco Villano, ha infatti riconosciuto gli alloggi in questione quale edilizia residenziale pubblica. Un riconoscimento che consentirà agli inquilini abusivi, ma che hanno i requisiti richiesti dalla normativa regionale, di poter procedere alla presentazione delle istanze di regolarizzazione per gli utenti occupanti senza titolo entro il 30 giugno prossimo. – continua sotto – 

«Siamo – ha dichiarato il numero due della giunta normanna – ad una svolta per il Rione San Lorenzo. La Regione Campania ha attestato che gli immobili sono da considerare come edilizia residenziale pubblica e pertanto fino al prossimo 30 giugno per chi è in possesso dei requisiti fissati nel regolamento regionale sarà possibile inoltrare domanda di sanatoria per gli occupati abusivi». «È un risultato straordinario, ottenuto – ha concluso il vicesindaco Villano – con un proficuo percorso di confronto con la regione, che rappresenta soltanto il primo passo per mantenere uno degli impegni presi nel corso dell’ultima campagna elettorale». Villano ha anche ricordato che il primo luglio prossimo ci sarà un nuovo incontro con Acer (la vecchia Iacp) alla quale si vorrebbero cedere gli alloggi di via San Lorenzo. Un obiettivo che sembra, però, difficile da raggiungere. – continua sotto – 

Dopo l’incursione della magistratura contabile e le diffide da parte del comune nel 2019, molti degli occupanti hanno preferito pagare per evitare lo sgombero. Ma la situazione continua ad essere un vulcano pronto ad esplodere, dopo essere stato sul punto di farlo già diverse volte, soprattutto nel recente passato. La maggior parte degli occupanti questi alloggi popolari sarebbero, infatti, abusivi, non avrebbero titolo ad occuparli. C’è chi ha comprato pro manibus il subentro; chi, dopo la morte del parente legittimato ad esserci, vi è succeduto senza alcun diritto; e c’è, a quanto pare la stragrande maggioranza, chi non ha pagato il canone di locazione (almeno sino a qualche mese fa, ma l’essersi messi in regola non serve a rigore di diritto) e che per questo dovrebbe andare via perché decaduto quale inquilino moroso. – continua sotto – 

Questi occupanti, se non approfitteranno dell’ancora offerta dalla Regione, soprattutto per non incorrere anche i nuovi amministratori comunali nella scure della Corte dei Conti, dovrebbero essere sloggiati. Lo avrebbero dovuto fare le amministrazioni precedenti, ma non lo hanno fatto. Non hanno avuto il coraggio di far esplodere quella che da sempre nella città normanna viene chiamata con il nome di “bomba sociale”. Questa bomba, però, così come già avvenuto per il mercato ortofrutticolo, rischia di esplodere ancora una volta tra le mani del sindaco Alfonso Golia, divenuto, oramai, il ‘centro di raccolta’ di tutte le negligenze (per usare un eufemismo) delle precedenti amministrazioni. Nel caso specifico, la procura regionale della Corte dei Conti ha quantificato in poco più di 2 milioni e mezzo di euro il presunto danno che sindaci, assessori e dirigenti del comune di Aversa degli ultimi anni avrebbero provocato alle casse del comune normanno per la mancata riscossione dei fitti. L’inchiesta è condotta dal viceprocuratore generale Ferruccio Capalbo, sotto il coordinamento del procuratore regionale Michele Oricchio. A fronte della contestazione del presunto danno di circa 2,7 milioni di euro, il danno complessivo ammonterebbe ad oltre 16 milioni di euro. Buona parte del credito, infatti, non sarebbe più esigibile considerato che i primi anni si sono prescritti ed oggi si indaga per il periodo 2009-2013.

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