Campania

Covid, Campania in zona bianca: ecco le regole

Da oggi la Campania torna in zona bianca insieme a Basilicata, Calabria, Marche, Toscana e Sicilia e alla provincia autonoma di Bolzano. Con la sola eccezione della Valle d’Aosta, che resta zona gialla fino al 27 giugno, in tutto il Paese il 21 giugno segna l’avvio di misure e regole anti Covid meno restrittive. Niente più coprifuoco, abolito anche in zona gialla, e nessun limite di presenza ai tavoli dei ristoranti all’aperto. Per le mascherine l’obbligo all’aperto resta in tutt’Italia: si pensa di poterle mettere via dal 28 giugno, giorno in cui tutta l’Italia sarà indistintamente in zona bianca, o a partire dal 5 luglio. Tuttavia, in Campania il presidente Vincenzo De Luca ha annunciato l’intenzione di mantenere l’obbligatorietà all’aperto per tutta l’estate. – continua sotto – 

In zona bianca ci si potrà spostare senza più limiti di orario. Bar, locali e le altre attività di ristorazione sono aperti senza più norme restrittive. Sono consentite anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio, che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Le nuove regole prevedono che in zona bianca all’aperto non ci siano limiti di persone ai tavoli (tra i quali deve esserci comunque il distanziamento di un metro), mentre nei bar e nei ristoranti al chiuso potranno sedere allo stesso tavolo massimo sei persone salvo che siano tutti conviventi. Resta invece il divieto di assembramento e, come detto, l’obbligo di mascherina, sia all’aperto che al chiuso.  – continua sotto – 

E’ prevista l’anticipazione delle date di riapertura per le attività di parchi tematici e di divertimento; piscine e centri natatori in impianti coperti; centri benessere e termali; feste private anche conseguenti le cerimonie civili e/o religiose all’aperto e al chiuso; fiere, grandi manifestazioni fieristiche, congressi e convegni; eventi sportivi aperti al pubblico, diversi da quelli di cui all’articolo 5 del decreto legge 52, che si svolgono al chiuso; sale giochi e scommesse, sale bingo e casinò; centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; corsi di formazione. Per ciò che riguarda le sale da ballo e le discoteche, possono riaprire ma si potrà ascoltare solo musica, senza ballare. Ma le attività di ristorazione e bar sono equiparate a quelle già autorizzate dalla normativa vigente. Le feste conseguenti alle cerimonie civili e religiose si svolgeranno nel rispetto dei protocolli e delle linee guida sul contenimento del Coronavirus, con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi (“green pass”).

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