Aversa

Aversa e le sue zone da “savana”. Il Comune si affida alla Coldiretti

Aversa (Caserta) – “La savana abita qui”. “Aversa provincia keniota”. Sono tante, oramai, le affermazioni che descrivono la città normanna come sempre più simile ad una città oramai conquistata dal verde incolto, dai cigli dei marciapiedi, spesso impercorribili, sino alle piccole aiuole intorno agli alberi, le erbacce la fanno da padrone. Il tutto nonostante l’assessore al ramo, Elena Caterino, annunci accordi con la Coldiretti o sottoscrizione di protocolli d’intesa con la Sma, società della Regione Campania, per la manutenzione straordinaria dei parchi. – continua sotto –

Praticamente tutto il verde cittadino è ridotto ad una savana informe, compreso quello presente all’interno del cimitero. Punti critici sono rappresentati dai marciapiedi di via dell’Archeologia e dall’aiuola di piazza Mazzini (quella sulla quale si affaccia la stazione ferroviaria) che ospita il monumento al più illustre cittadino aversano, Domenico Cimarosa. Nel primo caso, non si riesce a camminare sui marciapiedi, si è costretti a scendere in strada con conseguente pericolo considerato che le auto lì vanno a velocità sostenuta e che vi sono ben due istituti scolastici. Per quanto riguarda piazza Mazzini, oramai il monumento a Cimarosa potrebbe essere scambiato per un rudere (considerato anche come viene tenuto) dimenticato nella foresta. Situazioni che fanno gridare allo scandalo sui social dove si incolpa questa amministrazione di essere impegnata solo a fare selfie, ma a non concretizzare. – continua sotto –

«L’indecoroso stato della città, visibile a partire dallo stato dei monumenti, delle aiuole, dei parchi, del cimitero, – ha dichiarato la consigliera comunale del Partito Democratica, fazione dissidenti, Eugenia d’Angelo – è la rappresentazione plastica dell’incapacità di questo esecutivo di affrontare e risolvere i problemi della città. E non solo per le note criticità finanziarie: ciò che manca è il progetto amministrativo che si accompagna alla visione di città che si vuole costruire. In mancanza, si producono solo spot, e la rappresentazione di quella che si vorrebbe fosse la realtà diventa, patologicamente, la realtà vera. I trattori della Coldiretti che rasano le erbacce di un paio di standard è l’emblema dell’abdicazione della gestione pubblica della città». Parole dure che, paradossalmente, trovano riscontro in quanto nei giorni scorsi aveva dichiarato la stessa assessore Caterino che, per la cronaca, appartiene allo stesso partito della consigliera d’Angelo, a dimostrazione del travaglio che sta vivendo il Partito Democratico ad Aversa.

«Come amministrazione – aveva affermato Caterino – abbiamo chiesto un aiuto concreto alla Coldiretti perché noi da soli non ce la possiamo fare. Abbiamo una squadra di sei addetti alla manutenzione del verde pubblico che in questi giorni di primavera inoltrata, con la ricrescita rapida dell’erba, si è dimezzata a causa della pandemia. Due soggetti hanno contratto il virus ed un terzo è stato posto in quarantena avendoli frequentati. Questa circostanza ha fatto saltare praticamente tutto il cronoprogramma, mettendoci in difficoltà». Ma il grave stato del settore manutenzione verde pubblico non si ferma alla carenza di uomini. «Il problema – aveva continuato, infatti, l’assessore Dem – non è solo di personale, ma anche di mezzi, ovviamente anche economici. Ad oggi, infatti, abbiamo un solo decespugliatore funzionante, anche l’unico trattore che ci consentiva di operare sui grandi spazi oggi non funziona e non abbiamo i soldi per effettuare la riparazione necessaria. Ovviamente la nostra attenzione è focalizzata a cercare di risolvere la situazione che si è venuta a creare in città in questi ultimi giorni». IN ALTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA

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