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Migranti Open Arms, Matteo Salvini rinviato a giudizio: “Ho difeso la Patria”

Matteo Salvini è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare di Palermo, Lorenzo Jannelli, per il caso della nave della ong catalana “Open Arms”. Il leader della Lega risponde di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver impedito, secondo la Procura illegittimamente, all’imbarcazione con 147 migranti soccorsi in mare, di attraccare a Lampedusa. – continua sotto – 

Era il 14 agosto 2019, quando Salvini ricopriva l’incarico di ministro dell’Interno. Per giorni i profughi rimasero davanti alle coste dell’isola. In quella data il Tar del Lazio aveva sospeso il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. Ciò nonostante Salvini non concesse il Pos, il “place of safety”, ossia un porto sicuro dove attraccare. A sbloccare la situazione fu la Procura di Agrigento che mise la nave sotto sequestro, permettendo quindi lo sbarco. – continua sotto – 

“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Articolo 52 della Costituzione. Vado a processo per questo, per aver difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta, anche a nome vostro. Prima l’Italia. Sempre”, ha commentato Salvini in un messaggio sui propri profili social. La prima udienza sarà il 15 settembre davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Palermo. – continua sotto – 

Giulia Bongiorno, legale di Salvini, nella sua arringa ha detto: “Un inspiegabile girovagare, nonostante ci fosse a bordo un numero di migranti superiore al limite massimo. Open Arms poteva andare a Palma di Maiorca, poco più di 2 giorni di navigazione e invece ha preferito circa 13 giorni, in attesa di una diversa decisione del governo italiano. Non lo dice Salvini ma una informativa. E anche Malta scrisse a Open Arms: stai bighellonando”. “Perché non siamo sbarcati a Malta? Perché era un porto piccolo e perché ha autorizzato lo sbarco solo per trenta persone, su 147, mentre raggiungere la Spagna era impossibile sia per la situazione delle persone a bordo, che per il fatto che avevo un porto a 700 metri e bisogna recarsi nel porto più vicino, più sicuro”, ha spiegato al termine della seconda udienza, il capitano della nave, Marc Reig Creus, ai giornalisti. “Un’azione condivisa con il governo e in difesa dei confini nazionali”, è invece la difesa di Salvini.

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