Campania

Donne gravide e diabetiche positive al Covid: numero verde istituito da medici campani

I medici diabetologi del Gruppo di Lavoro “Diabete e Gravidanza” Amd-Sid Campania, alla luce dell’estrema difficoltà per i cittadini ad avere accesso alle cure a causa della pandemia in corso, hanno offerto il loro contributo istituendo il numero verde 800121262 dedicato a tutte le donne gravide della Regione Campania con problemi di iperglicemia, accertata o sospetta, risultate positive al Covid-19 o in isolamento fiduciario a causa di un familiare positivo. – continua sotto – 

Il servizio, messo a disposizione gratuitamente e attivo dal lunedì al sabato, dalle ore 15 alle 19, non vuole sostituire la visita medica tradizionale ma intende offrire un orientamento e un supporto immediato a tutte le donne gravide che si trovino in difficoltà a raggiungere prontamente il diabetologo o il ginecologo di fiducia a causa dell’emergenza sanitaria attuale. Del Gruppo di Lavoro, coordinato dalla dottoressa Raffaella Fresa, fanno parte i medici Francesco de Chiara, Giosetta De Simone, Giada Masulli, Michela Petrizzo, Marilena Rispoli, Geremia Romano, Annamelia Turco. – continua sotto – 

Il Diabete Gestazionale (Gdm) è una condizione temporanea che generalmente compare nella seconda metà della gravidanza ma, poiché non si accompagna a sintomi, se non adeguatamente “cercato”, riconosciuto e trattato si traduce in un maggior rischio di complicanze materne e fetali sia nel breve che nel lungo termine. Accanto a questa forma, ne esiste un’altra, denominata Diabete Manifesto, che può essere presente fin dall’inizio della gravidanza ma ugualmente senza sintomi; essa in realtà può essere una forma di diabete preesistente alla gravidanza e che necessita di una individuazione precoce per evitare possibili effetti negativi sullo sviluppo dell’embrione. Non ci sono ad oggi evidenze sui rapporti tra infezione da Covid-19 e Gdm, ma è noto che l’effetto dell’iperglicemia, di qualsiasi natura, peggiora le condizioni di risposta immunitaria alle infezioni e che lo stato infiammatorio a sua volta peggiora il quadro di insulino-resistenza. Pertanto, anche in questa situazione di pandemia, è necessario non ridurre l’attenzione nei confronti della diagnosi e del trattamento del Gdm o del Diabete Manifesto. – continua sotto – 

Nel nostro Paese, lo screening e la diagnosi del Diabete Manifesto/Gdm sono effettuate secondo Linee Guida condivise dalle società scientifiche nazionali con l’Istituto Superiore di Sanità.  Esse prevedono una glicemia plasmatica a digiuno e/ o una emoglobina glicata nel primo trimestre; se nella norma, uno screening selettivo per fattori di rischio da effettuare con una curva da carico a 24-28 settimane di gravidanza, anticipato a 16-18 settimane se presenti fattori indicativi di rischio elevato, quali un GDM in precedenti gravidanze, una pregressa glicemia plasmatica a digiuno tra 100 e 125 mg/dl, un sovrappeso marcato (BMI >30).  Va precisato che, in considerazione dell’emergenza sanitaria attuale, le raccomandazioni per lo screening hanno subito una modifica circa l’esecuzione della curva da carico. Pertanto, laddove si ravvede un alto rischio di contagio nel sottoporre la paziente a curva da carico, la diagnosi di Gdm può essere effettuata tramite glicemia plasmatica a digiuno ma solo nelle finestre temporali previste (16-18 settimane e 24-28 settimane) e solo per la durata dell’emergenza. Per informazioni più dettagliate visitare la pagina facebook Gruppo Diabete e Gravidanza: clicca qui

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