Napoli

Napoli, candidatura a sindaco di Maresca: Csm archivia procedimento per incompatibilità

La proposta di maggioranza a favore dell’archiviazione del procedimento a carico del pm Catello Maresca è stata approvata dal plenum del Csm con 12 voti a favore, 9 contrari e con l’astensione della consigliera togata Loredana Miccichè. Il fascicolo, per valutare se ci fossero i presupposti per una incompatibilità, è stato aperto su segnalazione del procuratore generale Luigi Riello in relazione a notizie su una eventuale candidatura alle prossime elezioni amministrative di Napoli.

Bocciata per un solo voto anche la richiesta di un ritorno del caso in commissione proposta dal consigliere togato Antonio D’Amato. Per il laico Alessio Lanzi, relatore della proposta di maggioranza a favore dell’archiviazione, “il diritto di presentarsi ad una elezione amministrativa non può essere limitata. Non sappiamo nemmeno se si candiderà a sindaco di Napoli, ad oggi tutto ciò che ha fatto e ha detto è consentito a un magistrato, rientrando nel perimetro costituzionale”. Per l’attuale presidente della Prima commissione Elisabetta Chinaglia, che ha votato contro, “il tema non è il diritto di candidarsi di Maresca, ma quello che succede prima: agenzie che riportano la certa candidatura a sindaco, mai smentita dal Pm, anzi in qualche modo avallata da alcune sue dichiarazioni”. Per il togato Michele Ciambellini l’archiviazione è “una decisone giusta del Consiglio Superiore che riconosce che l’immagine di magistrato di Maresca, equilibrato e imparziale, è pienamente integra. Decisioni diverse avrebbero rischiato di interferire sulle prossime elezioni napoletane”. Contrario all’archiviazione il consigliere laico Michele Cerabona “perché il magistrato non deve solo essere autonomo e indipendente, ma deve anche apparire tale”.

A favore dell’archiviazione il togato indipendente Nino Di Matteo per cui “non si deve cadere nell’ipocrisia di fondo di prospettare che le commistioni tra magistratura e politica si realizzino con la candidatura a una carica politica. Non è in questo modo che si realizzano le commistioni improprie tra politica e magistratura. Qui non c’è nessuna commistione”. A favore dell’archiviazione la togata Paola Braggion: “Il momento più critico non è tanto quello della candidatura, ma del rientro in ruolo dopo una esperienza politica. È’ opportuno, comunque, che il collega decida presto e chiarisca se si candida o meno”. Contro la proposta di archiviazione il togato Giuseppe Marra. “Sussiste un clamore mediatico sulla sua candidatura, alimentato dallo stesso Pm – ha spiegato – che in più occasioni è intervenuto su temi politici, diventando di fatto il candidato “in pectore”, come ha dichiarato lo stesso Berlusconi”.

Contrario all’archiviazione il togato Giuseppe Cascini. “Qui abbiamo una candidatura di fatto – ha detto -, un magistrato che e’ indicato da più parti come candidato, che agisce e parla come candidato, e che non solo non smentisce l’ipotesi di una sua candidatura e i contatti con esponenti politici nazionali, ma che avalla e rafforza con le sue dichiarazioni pubbliche tale ipotesi. La situazione sul piano della lesione della immagine di imparzialità e di indipendenza del magistrato è identica a quella che si verifica con la formale accettazione della candidatura. Di fronte a questa situazione il Csm non può girarsi dall’altra parte e fingere di non vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti: un magistrato che esercita le sue funzioni nel distretto di Napoli e che è, allo stesso tempo, di fatto candidato alla poltrona di sindaco della città. Il Csm ha il dovere di dire che questa cosa non va bene”. Antonio D’Amato, che aveva proposto il rinvio in commissione, ha deciso di condividere la proposta di archiviazione, “trattandosi di una decisione forzata soprattutto a causa del vuoto normativo”. Voto contrario all’archiviazione anche per il togato Mario Suriano “perché è elusiva del problema. I quotidiani hanno titolato “il Csm dà il via libera alla candidatura di Maresca”. Noi non ci occupiamo di questo, ma di valutare se ci sono i presupposti o meno per aprire una procedura di incompatibilità ambientale”.

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