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Usa 2020, Biden a un passo dalla Casa Bianca

“E’ chiaro che conquisteremo abbastanza Stati per ottenere i 270 voti elettorali per vincere”. Così Joe Biden, quando devono essere ancora assegnati sei Stati e dopo essersi “portato a casa” il Michigan. Per la conquista della Casa Bianca al candidato dem mancano ora infatti solo sei grandi elettori che potrebbero arrivare dal Nevada. Trump, intanto, torna ad agitare lo spettro dei brogli: “Ero avanti, spesso saldamente, in molti Stati chiave. Poi i vantaggi sono magicamente scomparsi”.

Nella prima serata di mercoledì Biden è riapparso al Chase Center di Wilmington, in Delaware: non è stato ancora il momento di rivendicare la vittoria ma il candidato democratico sembra essere salito sul palco in una sorta di prova generale da presidente. “Non sono qui per dichiarare che abbiamo vinto ma per dirvi che quando il conteggio sarà finito riteniamo che saremo noi i vincitori”, ha infatti detto. “Nessuno ci strappa la nostra democrazia, né oggi né mai. Ieri è stato provato ancora una volta che la democrazia è il cuore di questa nazione. Anche in tempo di pandemia ha votato un numero di americani senza precedenti, ha aggiunto Biden -. Se mai se ne sia dubitato, non si abbiano più dubbi: qui il potere è nelle mani del popolo ed è il popolo che determina chi è il presidente degli Stati Uniti”, ha aggiunto.  Poi Biden si è impegnato a rientrare nell’accordo di Parigi sul clima nel primo giorno della sua presidenza se verrà eletto. Gli Usa ne sono usciti formalmente il 4 novembre, dopo la disdetta decisa da Trump.

“Build Back Better” – Il candidato democratico ha inoltre lanciato il sito per la transizione. Anche se il voto non ha prodotto finora alcun vincitore, l’ex vicepresidente e la sua candidata alla vicepresidenza Kamala Harris hanno annunciato il sito “Build Back Better”, che vede nell’hompage Biden e la scritta “Biden-Harris Transition”.

Trump continua a denunciare presunti brogli – Donald Trump però non ci sta. E se la campagna elettorale del 2020 è stata una delle più tese e divisive della storia recente, il post-elezioni rischia di essere ancora peggiore, con la prospettiva di una battaglia legale infinita sul voto per posta e il conteggio delle schede, e un’incertezza che si teme possa sfociare anche in tensioni sociali e disordini. La principale minaccia di Trump è il ricorso alla Corte Suprema, quella che lui stesso in quattro anni ha blindato con la nomina di tre giudici conservatori, plasmando una maggioranza di sei a tre che mette l’ala liberal dell’Alta Corte in netta minoranza. “Ci stanno rubando le elezioni, non lo permetteremo”, ha attaccato il presidente, contestando il prosieguo dello scrutinio in Pennsylvania, Georgia, North Carolina, Georgia, Michigan e Wisconsin. “La scorsa notte ero saldamente in testa in molti stati decisivi. Poi, uno ad uno, i vantaggi sono magicamente scomparsi”, ha twittato, probabilmente riferendosi al sorpasso di Biden in Michigan e Wisconsin e denunciando anche quella che ha definito una valanga di schede giunte “a sorpresa” nei seggi. Intanto, la campagna di Trump ha annunciato un’azione legale in Michigan, Georgia e Pennsylvania per sospendere immediatamente il conteggio dei voti fino a quando non sarà garantito allo staff del presidente un significativo accesso nelle stanze dello scrutinio, per controllare che tutto proceda regolarmente. Ed è pronta anche a chiedere il riconteggio dei voti in Wisconsin.

Biden è il candidato più votato di sempre – Se Biden non può ancora festeggiare la conquista della Casa Bianca, può però fregiarsi del titolo di candidato più votato di sempre nella storia delle presidenziali americane. Con il suoi oltre 70 milioni di voti ha battuto infatti Barack Obama, che nel 2008 ne aveva conquistato 69.498.516. Trump ha incassato finora poco più di  68 milioni di voti.

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