Aversa

Aversa e le strisce blu, Carratù: “O la legalità o i parcheggiatori abusivi, scegliete”

Aversa (Caserta) – “Mi corre l’obbligo intervenire (ma ne avrei volentieri fatto a meno) sulla questione ‘strisce blu’ giacché quel provvedimento reca il mio nome quale proponente”. Esordisce così Dino Carratù, già assessore della giunta De Cristofaro e proponente la delibera con cui è stato dato avvio alla procedura di gara. “Mi rasserena, però, leggere – prosegue l’ex esponente dell’esecutivo comunale – che anche gli attuali amministratori comunali, di certo non della mia parte politica, ritengono che sulla questione della sosta a pagamento sia stato fatto un buon lavoro, certamente perfettibile come tutte le cose. Allo stesso modo mi rammarica constatare che alcuni amici della mia parte politica non abbiamo mosso un dito in difesa di questo provvedimento ed alcuni ahimè, parlano, come purtroppo la maggioranza dei miei concittadini, senza nemmeno sapere il numero della delibera di giunta o della determina dirigenziale affermando, forse troppo frettolosamente, che il piano traffico è sbagliato. Basterebbe informarsi un tantino prima di parlare e almeno conoscere ‘le carte’, che sono anche pubbliche (Determina dirigenziale numero 125 del 31 luglio 2018 in cui sono contenuti bando, capitolato e disciplinare di gara)”.

Andando con ordine, “sulla sosta a pagamento – precisa Carratù – è stato colmato un vuoto che produceva, per le casse comunali, un buco di decine di migliaia di euro al mese. Cioè, il Comune, invece di incassare soldi da un servizio, come accade in ogni angolo del globo, ne perdeva quotidianamente. Un assurdo unico. Fu allora necessario partire dalla rimodulazione del piano traffico, vecchio e datato e fu necessario farlo perché, rispetto a 20 anni prima, era ed è cambiata la città di Aversa. Ci sono ora arterie comunali a vocazione interamente commerciale, ci sono due facoltà universitarie, c’è stato nel corso degli anni un potenziamento degli istituti scolastici di primo e secondo grado e delle scuole superiori, insiste sul territorio comunale uno dei Tribunali più grandi d’Italia, quello di Napoli Nord, c’era e c’è la necessità di disincentivare l’utilizzo delle autovetture unitamente alla regolazione del traffico veicolare in ingresso verso il centro storico. Insomma, tutta una serie di problematiche che si possono conoscere solo approfondendo la materia e non parlando per slogan, evitando di fare la solita demagogia spicciola da campagna elettorale”.

“A fronte di tutto ciò – incalza Carratù – si pensò alla necessità di non gravare sui residenti, sui pendolari, sui disabili. Proprio per questo fu previsto un abbonamento annuale, sottolineo annuale e non mensile, pari a 30 euro per i residenti (costo annuale aumentato per la seconda autovettura). Su questo è necessario fare una precisazione: c’è una Legge dell’ordinamento italiano (cosiddetta Legge Tognoli) che impone, all’atto dell’edificazione di un immobile, di prevedere necessariamente un adeguato spazio riservato al parcheggio di chi in quegli immobili ci andrà ad abitare. Le lamentele di coloro i quali criticano questo provvedimento perché non hanno posto per parcheggiare la seconda o la terza macchina, o forse neanche la prima perché hanno acquistato l’immobile senza preoccuparsi di dove poter alloggiare la propria autovettura o forse pensando che andasse bene lasciarla ‘per strada tanto non si paga’, non può essere accettata e va rispedita al mittente”.

Carratù sottolinea che “fu prevista la sosta lunga a prezzo agevolato (1,50  euro o 2 euro dalle 8 alle 14 o dalle 14 alle 20, quindi per 6 ore) nei parcheggi di interscambio (Piazza Azzolina è uno di questi, dove è prevista anche l’automazione e la sorveglianza con telecamere), fu prevista la tariffa unica negli stalli di sosta nelle immediate vicinanze del Tribunale e ciò per disincentivare l’afflusso veicolare ed invogliare gli utenti ad utilizzare il parcheggio creato nell’area della fiera settimanale, collegato direttamente al Tribunale con navette elettriche, fu prevista la gratuità della sosta per i diversamente abili così come la creazione di strisce rosa (per le donne gravide o con neonati al seguito), così come fu prevista l’automazione e la sorveglianza da remoto di alcune aree di parcheggio, tipo quelle a servizio del cimitero, Piazza Marconi, Piazza Carlo II d’Angiò, così da debellare anche quel fenomeno dilagante delle estorsioni da parte dei parcheggiatori abusivi. Anche qui è necessario fare una precisazione perché, specie nel corso della appena trascorsa campagna elettorale per le regionali, ho letto qualche commento sconsiderato finalizzato all’accaparramento di una preferenza in più. Chiariamo un concetto: dobbiamo proseguire nell’illegalità come è stato sin ora e quindi privilegiare i parcheggiatori abusivi che estorcono 1 euro, oppure preferiamo di agire nel rispetto del senso civico, versando 0,50 centesimi per una sosta breve ovvero 1 euro per l’intera giornata, ricevendo in cambio un’area sgombra di abusivi ed anche controllata? Questa è la chiave di lettura. Se si preferisce la prima risposta, allora è inutile parlare; se invece si aderisce alla seconda tesi, bisognerà rendersi conto che il bene collettivo si raggiunge con sacrificio, piccolo, di tutti, a fronte della concessione di servizi resi nell’interesse generale”.

Altra questione è quella delle strisce bianche, che pure sono presenti in numero considerevole. Per Carratù “basterebbe però vederle togliendosi le fette di prosciutto dagli occhi. Ad Aversa, tuttavia, – continua l’ex assessore – non vige l’obbligo di prevedere le ‘strisce bianche’ in misura proporzionale agli stalli di sosta a pagamento, e ciò in virtù di una modifica regolamentare operata al tempo dell’amministrazione Ciaramella, con cui si rese l’intero territorio cittadino un’area di particolare interesse urbanistico, disposizione contenuta nell’articolo 7, comma 8, del Codice della Strada. Altro polverone è quello relativo alla riduzione del 10% degli stalli su singola zona. Bene, ogni zona si compone, in media, di circa 400 stalli, la cui riduzione del 10% equivale a circa 40 stalli in meno. Di quanto si dovrebbero ridurre questi stalli? Della metà? Oppure si dovrebbero cancellare del tutto e ritornare all’anarchia ed all’illegalità precedente?”.

Insomma, per concludere, secondo Carratù “fu fatto un lavoro faticoso ma importante, del quale ringrazio ancora Enrico De Cristofaro e tutta la giunta che collaborò all’approvazione, unitamente agli uffici comunali, in particolare alla segretaria generale, Anna di Ronza, ed al Comandate della Polizia Municipale, Stefano Guarino. Un lavoro del quale si spera possano beneficiare Aversa e gli aversani, anche in termini di servizi che potranno essere elargiti ai cittadini in virtù dell’agio di almeno il 25% degli incassi in favore del comune o comunque di una somma annua non inferiore a 500mila euro. Su questo tema sono pronto a confrontarmi con chiunque, a patto che si approcci la discussione con cognizione di causa, dopo aver approfondito con dovizia la materia”. “Auguro, infine, all’amministrazione Golia – conclude Carratù – di approvare un progetto di importanza almeno pari a quello del quale sta beneficiando, sempre che siano in grado di farlo partire perché ad oggi è tutto fermo”.

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