Caserta Prov.

“La poesia breve”, seminario online dell’Università Vanvitelli a cura della professoressa Sacerdoti

Santa Maria Capua Vetere (Caserta) – di Carla Caputo – Giovedì 29 e venerdì 30 ottobre si terrà, in modalità telematica, il seminario interdisciplinare “La poesia breve”, organizzato dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università degli Studi della Campania “Vanvitelli”. Il progetto, curato dalla professoressa di Lingua e Letteratura latina del dipartimento, nonché poetessa, Arianna Sacerdoti (nella foto), nasce proprio dalla sua specializzazione nel campo degli haiku e dalla voglia di avvicinare quanto più possibile gli studenti alla poesia e al latino.

Ad aprire le danze della prima giornata sarà il presidente del corso di laurea in Lettere Moderne, Claudio Buongiovanni; a seguire i professori dell’Ateneo: Ciro Perna, Francesco Sielo e Daniela Carmosino e la professoressa del Liceo “Giannone” di Caserta, Daniela Borrelli. Dulcis in fundo della mattinata sarà la presentazione del volume “5-7-5. La sperimentazione didattica dell’haiku in latino tra scuola e Università” a cura della professoressa Sacerdoti e della professoressa Natascia De Gennaro. La seconda giornata, invece, si concentrerà soprattutto sugli haiku e vedrà come ospiti la poetessa Antonella Filippi e il poeta Oscar Luparia, e come relatori il professor Jacopo Rubini (Pontificia Università Salesiana) e la professoressa del Liceo “Fermi” di Aversa, Teresa D’Aniello. Inoltre, nel corso del seminario si terrà anche un laboratorio di composizione di haiku in italiano e in latino.

INTERVISTA ALLA PROF SACERDOTI 

Parole e frammenti. La poesia continua ad emozionarci e, come scriveva Alda Merini, “a saltarci addosso”. Quanto è importante portare la poesia nelle scuole e nell’università, oltre quelli che sono i programmi scolastici/universitari? Moltissimo. Lo sostengo da docente, ma anche da poetessa e traduttrice. 

Il programma verte interamente sullo studio della poesia breve, percorrendo su diversi binari cronologici, quali, ad esempio antichità e contemporaneità. Qual è, secondo lei, il quid che caratterizza e – a questo punto – ha sempre caratterizzato la poesia breve? La sottrazione, un registro conciso in grado di illuminare con pochi elementi un’immagine, un pensiero, un motivo. 

Durante il seminario sarà presentato il volume “5-7-5. La sperimentazione didattica dell’haiku in latino tra scuola e Università”. Come nasce l’idea di comporre Haiku in latino? Quali sono le sue caratteristiche? L’idea di comporre haiku in latino nasce dalla compresenza tra due diversi aspetti della mia vita, quello professionale e quello creativo. Io e Natascia de Gennaro, mia ex allieva, abbiamo rispettato, nel lavoro con gli studenti universitari e liceali, quanto più possibile lessico e retorica degli haiku italiani. Quanto alla metrica, abbiamo rispettato la regola delle 5-7-5 sillabe, ma con le regole della metrica latina. Questa è stata un’occasione per approfondire la metrica da parte delle studentesse e degli studenti.   

Qual è stata l’evoluzione del genere haiku nel tempo?  Da genere classico in Giappone, passando in Italia attraverso la produzione di Ungaretti e altri, l’haiku negli ultimi decenni è stato pubblicato su giornali e blog, seguendo gli andamenti e le risorse delle culture dei paesi, anche occidentali, in cui ha trovato nuova linfa. 

Dalla Sua esperienza, come hanno interagito e risposto gli alunni e gli studenti al laboratorio di composizione di haiku in latino? Durante il seminario si terrà il laboratorio di composizione? Sì, proponiamo durante il seminario un laboratorio di composizione, laddove in passato abbiamo con profitto ed entusiasmo lavorato alla traduzione in latino di haiku di poeti.  La risposta degli allievi è stata straordinaria. 

Seminario online. Quali sono, secondo Lei, i pro e i contro di questo metodo di comunicazione? Per uno sguardo più ampio: quanto l’emergenza da Covid-19 sta influenzando il mondo della didattica? Era indispensabile organizzare un seminario online dato il numero alto di studenti iscritti. Sì, ci sono pro e contro. Un pro è costituito dalla possibilità di ospitare relatori da fuori regione senza oneri per loro o per l’Università, un contro è costituito dalla mancanza di contatto diretto. L’emergenza sta dettando nuove regole, la didattica secondo me ne risente, ma non c’è alternativa allo stato attuale: ci vuole prudenza. 

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