Caserta Prov.

Conte e Azzolina a San Felice a Cancello per inaugurare anno della scuola vandalizzata

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, saranno giovedì mattina a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, per inaugurare l’anno scolastico dell’istituto comprensivo “San Francesco Gesuè”, finito numerose volte in preda ai vandali, come denunciato di recente dalla dirigente scolastica Teresa Mauro. Un grido di aiuto  raccolto dalla ministra Azzolina, che aveva telefonato personalmente alla preside per prometterle l’invio di fondi per la ripresa in sicurezza delle attività didattiche.

L’istituto sanfeliciano comprende sei plessi – due scuole dell’infanzia, tre primarie e una secondaria di primo grado (ex media) – per un totale di 805 alunni. Uno dei plessi, il Don Milani, con 150 bambini della primaria, è chiuso dal novembre 2019 per criticità strutturali, e qualche settimana fa è stato teatro di un atto vandalico, con le mura imbrattate e le porte divelte. La preside Mauro, di fronte alle immagini del raid, che si somma ad episodi simili e a furti avvenuti nei mesi scorsi anche negli altri plessi, ha pianto per lo sconforto. Così la ministra Azzolina, venuta a conoscenza della vicenda da un funzionario del ministero che è di San Felice a Cancello, ha telefonato alla dirigente esprimendole vicinanza ma soprattutto garantendole sostegno concreto e immediato per poter aprire i plessi in sicurezza. Dal Miur è così arrivato l’impegno di stanziare 30mila euro, che serviranno per mettere le grate alle finestre e installare le telecamere esterne per dissuadere ladri e vandali.

Ora la visita istituzionale della ministra e del premier Conte, ufficializzata ieri sera attraverso un comunicato di Palazzo Chigi. A fine settembre arriverà anche il 50% dei banchi monoposto, l’altra metà a fine ottobre. Alla prontezza del Ministero, sembra non corrispondere, però, analoga velocità di azione del Comune di San Felice a Cancello, proprietario dei plessi in cui è ospitata la scuola “Francesco Gesuè”. Resta aperto, infatti, il nodo della don Milani. “Il plesso non potrà riaprire – aveva spiegato nei giorni scorsi la dirigente Mauro – visto che serve una somma più cospicua per i lavori strutturali relativi al tetto, circa un milione di euro; della questione il Comune sembra però disinteressarsi, eppure ci sono 150 ragazzi che ancora non sanno dove potranno fare lezione. Avevamo chiesto al Comune di darci dei locali del centro dove sono attualmente ospitati i vigili urbani e la guardia medica; locali ubicati a fianco ad uno dei plessi scolastici. Ma la Polizia municipale, che conta appena cinque persone, e l’ufficio Asl con due medici, non vogliono muoversi, pur potendo avere altri locali, anche in Municipio”. Finora sono state reperite tre aule su dieci, e la preside pensa a malincuore che alla fine dovrà recuperare spazi nei laboratori didattici, “ma così – sottolineava la dirigente – i ragazzi saranno privati dei loro strumenti di studio. Avevamo cercato, grazie anche ai genitori degli alunni, di rendere la Francesco Gesuè all’avanguardia, e c’eravamo riusciti, ma ora rischiamo di tornare indietro”.

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