Aversa

Pd Aversa, un “club nel club” dove per contare occorre tessera “Platinum”

Aversa (Caserta) – Manca solo che rilascino la carta “Platinum” quale segno di appartenenza. Il Circolo del Partito Democratico di Aversa, intitolato al sindacalista pugliese Giuseppe di Vittorio (che si starà rivoltando nella tomba), sembra essere sempre più uno di quei club esclusivi di fighetti completamente slacciati dalla realtà e dai bisogni reali delle persone.

In verità, si assiste ad un club nel club. Notoriamente, i tesserati aversani sono divisi, in questo periodo storico, in due fazioni, l’una contro l’altra armata. Da un lato abbiamo i seguaci del consigliere regionale Stefano Graziano, da Teverola. Dall’altra quelli dell’altro consigliere regionale casertano, Gennaro Oliviero, da Sessa Aurunca. Aversa, nonostante sia più grande di Teverola e Sessa messe insieme non riesce ad essere altro se non terreno di scontro delle due fazioni. Tra queste quella più “exclusive” è certamente quella che fa capo al “capo” di Teverola. Quella che ti accontenta solo se ne fai parte e, conseguentemente, ti esclude se non hai la tessera “Platinum”. Basta dare uno sguardo, anche distratto, alla composizione dell’esecutivo guidato dal sindaco di centrosinistra (?) Alfonso Golia (anche lui tesserato “Platinum”) per accertare l’egemonia teverolese. Eleonora Giovine di Girasole, Zoccola e Ciro Tarantino sono tre tecnici voluti dal primo cittadino che vengono da quell’entourage. Elena Caterino, al di là dell’impegno profuso nel settore, era in Regione Campania con Graziano sino a qualche mese fa. Mario De Michele (di centrosinistra?) è stato portato nell’esecutivo normanno da Marco Villano (amici di calcetto, come mostra qualche foto) anch’egli in Regione Campania con l’esponente Dem teverolese. L’unico che faceva capo ai consiglieri comunali vicini a Gennaro Oliviero, Nico Carpentiero, è stato rimosso e crocifisso in pubblica piazza. Anche con i consiglieri comunali, sebbene in maniera meno marcata, vita facile solo a chi ha la tessera “Platinum”, altrimenti hai il solo futuro di scaldare la sedia o gridare alla luna.

Una “conventio ad excludendum”, quella applicata dalla fazione teverolese, che sta mietendo vittime illustri e sta tenendo lontano dal partito chi vorrebbe entrare a farne parte. L’impressione, dall’esterno, è che ci siano due partiti che non sembrano essere nemmeno alleati, ma, addirittura, nemici. Due partiti che non si parlano nemmeno più di tanto tra loro e che, anzi, si fanno male se possono non perdendo alcuna occasione per ostacolarsi reciprocamente. Quando potrà durare la maggioranza in questa situazione? Probabilmente, la tregua elettorale sino all’appuntamento delle regionali di settembre reggerà. Ma dopo? Speriamo che, come avveniva con l’Italia nella quale si combattevano francesi e spagnoli, a rimetterci non sia Aversa.

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