Aversa

Aversa, multe al “Belli di Mamma”: Forleo chiede a Gianluca Golia qual è il vero “gesto disumano”

Aversa (Caserta) – Francesco Forleo, consigliere comunale di maggioranza del Partito Democratico, interviene sulla vicenda delle multe comminate al locale “Belli di Mamma”, in via San Paolo, nel cuore della movida aversana, per la presenza all’esterno di tavolini che, come riferito in via interlocutoria dall’amministrazione, possono trasformarsi in “armi improprie” in caso di risse. Ne sono nati un ricorso al Tar, curato dall’avvocato Fabrizio Perla, e una polemica politica sollevata dal consigliere di opposizione Gianluca Golia, secondo cui ci sarebbe “un accanimento contro l’iniziativa privata” (leggi qui).

Quanto alle osservazioni dell’avvocato Perla (per il quale “non si comprende davvero la ragione per la quale tale paventata situazione di pericolo”), Forleo non intende dilungarsi, ritenendo le stesse «ovviamente di parte in quanto riportate dal difensore in giudizio del locale in questione, e quindi lascio che siano persone certamente più competenti dello scrivente ad esprimersi all’esito del giudizio instaurato». Venendo, invece, alle dichiarazioni del consigliere Gianluca Golia (che a Pupia dichiarava: “Mi sembra di assistere ad un accanimento contro l’iniziativa privata. La Polizia Municipale multa il locale ma non vede le auto abusivamente parcheggiate nello spazio antistante. Se c ‘è un locale ad Aversa che può mettere i tavolini all’esterno senza problemi particolari è proprio questo. Tanto più in un momento particolare quando si cerca di uscire dal tunnel provocato dal lockdown. Presenterò una interrogazione complessiva pretendendo una risposta”), a Forleo «pare evidente che il consigliere non vive la realtà di cui però parla, ignorando verità innegabili. Anzitutto si parla di un locale di circa 10 metri quadrati, situato ad angolo tra via San Paolo e piazza del Duomo. A tal riguardo, l’occupazione di 14 metri quadrati della piazza antistante il locale ostacolerebbe palesemente la viabilità delle automobili che ivi transitano, con conseguente pericolo per gli stessi clienti del locale. Inoltre, da abitante della zona, non mi risultano sussistenti divieti di sosta nella richiamata piazza, motivazione per cui non si comprende perché ci si debba accanire nel chiedere interventi della Polizia Municipale per contrastare abusi che, alla luce delle normative vigenti, in realtà non sussistono per le suesposte motivazioni (mancanza di divieto di sosta). Inoltre, nei weekend la sera, le auto parcheggiate in quella piazza, anche in tripla fila, risultano essere, per la maggior parte, proprio quelle dei clienti del locale menzionato, sempre affollatissimo».

A riprova ed a verifica di quanto asserisce, Forleo (responsabile dei reparti Ostetricia e Ginecologia del “Moscati” di Aversa) invita il consigliere Gianluca Golia a «provare ad attraversare la piazza dalle ore 22 di ogni weekend (chiaramente sine preavviso), come capitato al sottoscritto quando, chiamato in urgenza in ospedale, per uscire da via San Paolo (dove è ubicato il proprio garage) è stato costretto a percorrerla in retromarcia a causa del muro umano e di veicoli creato dai clienti del detto locale». Infine, Forleo ritiene che «più che interessarsi allo spazio antistante il locale, è molto più importante interessarsi della situazione dell’intero stabile dove lo stesso è ubicato, dichiarato inagibile. Infatti, nel 2017, durante l’amministrazione De Cristofaro, sono state evacuate, da un giorno all’altro, le due uniche inquiline, una ultraottantenne che abitava proprio nell’appartamento soprastante il locale in questione, l’altra ultrasettantenne in un’altra abitazione dello stesso palazzo. Entrambe vivevano in quello stabile da oltre 40 anni, avevano cresciuto i loro figli in quei due appartamenti». «Non Le sembra, consigliere Gianluca Golia – conclude Forleo, rivolgendosi all’esponente del centrodestra – che, viceversa, sia lo sfratto coatto perpetrato nei confronti di due donne anziane che hanno vissuto una vita intera in quello stesso identico stabile dove è ubicato il locale da Lei menzionato, veramente un gesto disumano?».

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