Cesa

Cesa, caso Piricelli. Maggioranza: “Antimafia non rincorre i deliri di chi vuole il Comune sciolto”

Cesa (Caserta) – Sulla vicenda della nomina del comandante della Polizia Municipale, durata, togliendo i festivi, 24 ore, notiamo che al nulla si aggiunge il nulla. Ancora stamattina leggiamo di un esposto alla Prefettura ed addirittura alla Commissione Antimafia, per chiedere di valutare “se dai fatti narrati, emergono fattispecie o corruttele perseguibili” sulla nomina del comandante Antonio Piricelli e poi revocata. Pensiamo che la Commissione antimafia abbia altro cui pensare, che rincorrere i “deliri” di chi vorrebbe il nostro comune sciolto per infiltrazione. Ma soprattutto stiamo parlando di un atto revocato, per ragioni ben esplicitate nella delibera.

Un atto, quella della giunta, che non ha prodotto nessuna efficacia giuridica. La delibera era stata votata il giovedì, la pubblicazione vi è stata il lunedì e sempre lunedì è stata revocata. Il comandante Piricelli non ha mai preso servizio a Cesa e non si è mai insediato. Ci chiediamo, ma tutto questo agitarsi per una delibera revocata in meno di 24 ore a che serve?

A riconquistare un minimo di credibilità? Se un atto è revocato, senza aver prodotto alcun effetto giuridico, è un atto nullo. Scrivere alla commissione Antimafia, all’Anac, al Prefetto, aggiunge il nulla al nulla. Poi non capiamo, la illegittimità sarebbe nella nomina o nella revoca? Vengono citati episodi di “corruttela”? Qui siamo al ridicolo. Per la nomina di un dirigente si parla di corruzione? Forse la “quarantena” ha prodotto effetti devastanti, tanto da immaginare di essere in un’altra epoca storica oppure avere come maggioranza altri uomini. Quelli che governano Cesa, oggi, sono lontani dalla mafia e dalla camorra, e lo dimostrano le carte, e sono lontani dalla corruzione, come certe indagini della magistratura hanno già dimostrato. I consiglieri comunali di maggioranza.

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