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Coniugi di Capri bloccati in Kenya, VRclub: “Li accogliamo noi”

Chiede aiuto per rientrare in Italia una famiglia di Capri bloccata in Kenya, a Watamu, dopo lo stop ai voli causato dall’emergenza coronavirus. Nel frattempo, in soccorso è giunta la VRclub, compagnia turistica italiana che nel Paese africano gestisce una struttura alberghiera ai cui vertici ci sono due aversani: Francesco Bo, presidente, e Luca Faenza, direttore marketing e pubbliche relazioni.

La coppia di coniugi, Diana Santoro e Fabiano Gaeta, si trova nel Paese africano da oltre tre mesi, insieme ai due figli di 5 anni e 19 mesi. Così come altri connazionali, sono bloccati in un resort chiuso e abbandonato dal personale da oltre un mese. Non sono riusciti a imbarcarsi sull’ultimo volo per Roma organizzato dall’Ambasciata italiana e decollato il 31 marzo dalla capitale Nairobi per riportare in patria 170 italiani. E non hanno trovato posto neanche su un aereo partito per Francoforte ad inizio aprile per il rientro di turisti tedeschi. “Siamo ancora qui, noi e altri 500 turisti italiani che sono nelle stesse condizioni. – racconta Diana – Il villaggio è in stato di abbandono, scarseggiano viveri e medicinali e siamo alla mercé dei ladri”. Secondo la donna, alcuni dei connazionali hanno il visto di soggiorno scaduto o in scadenza. “Tanti italiani stanno tentando di collegarsi al sito dell’ufficio immigrazione di Nairobi per sbrigare le formalità ma non si riesce a fare la registrazione necessaria e l’ufficio è chiuso per il coronavirus. E’ per questo che ci rivolgiamo alla rete e lanciamo il nostro appello disperato: aiutateci a tornare a casa”.

Nell’attesa che i coniugi napoletani possano rimpatriare è intervenuta, come dicevamo, la VRclub per ospitarli. “Venuti a conoscenza della storia di questa famiglia, ci siamo messi in contatto con loro, offrendogli quanto meno una sistemazione consona alle esigenze di una famiglia così lontano da casa in un momento come questo”, fa sapere Francesco Bo. “Anche il nostro management – sottolinea il presidente della compagnia turistica – è ancora bloccato li, ma confidiamo nell’ottimo lavoro che stanno svolgendo il Consolato e l’Ambasciata italiana. Nel frattempo – conclude Bo – accogliamo ovviamente e gratuitamente i concittadini nella nostra struttura, offrendogli una sistemazione degna e adatta alla famiglia rispetto a quella in cui soggiornavano. Fieri di essere italiani”. IN ALTO IL VIDEO

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