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Coronavirus, Conte: “25 miliardi per emergenza”. Gualtieri: “Nessuno perderà lavoro”

Nuovo Consiglio dei Ministeri sull’emergenza coronavirus: stanziati 25 miliardi per gestire l’immediato e alleggerire la situazione economica del Paese. “Nessuno perderà il lavoro”, dice il ministro dell’Economia, Gualtieri. Il premier Giuseppe Conte aggiunge: “Dalla Ue grande apertura sulla  liquidità”. Intanto, il governatore ​​Fontana chiede misure più rigide, e quello del Piemonte, Cirio, aggiunge: “Pronti a chiudete tutto”. Oltre 10mila i contagi in Italia, dei quali 1.004 guariti, e 631 morti.

«Abbiamo stanziato una somma straordinaria 25 miliardi da non utilizzare subito ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà di quest’emergenza», spiega il premier  Conte. «Sono lieto del clima che si sta definendo a livello europeo. Ieri con il Consiglio europeo era anche in collegamento Lagarde: grandi riconoscimenti e aperture sul fatto che è necessaria maggiore liquidità e tutti gli strumenti per far fronte a questa emergenza», spiega il premier. «È una autorizzazione del parlamento a stanziare 20 miliardi in termini di indebitamento e 25 miliardi in termini di fondi. Il deficit dipenderà da quanto viene effettivamente utilizzato. Pensiamo che verrà utilizzata una prima tranche subito», dice Gualtieri. «È prematuro parlare di sforamento del deficit».

Chiudere tutto? «Ho dato mandato al ministro Speranza che ha sentito il governatore Fontana per sollecitarlo a formalizzare e motivare le richieste di chiudere tutto. Siamo in attesa di riceverle Lombardia», dice Conte. «Il governo non ha nessuna chiusura verso eventuali chiusure più restrittive, fermo restando che l’ultimo dpcm ha introdotto misure per tutta la penisola». «Non affidiamoci a reazioni emotive», dice il premier. «Dobbiamo seguire un percorso. Abbiamo un comitato tecnico-scientifico che ci deve guidare. L’obiettivo prioritario è quello della tutela della salute ma ci sono anche altri interessi di pari rango costituzionale che vanno contemperati».

Il Parlamento dovrà votare la risoluzione – e la sua integrazione di oggi – che aumenta il deficit sul Pil fino al 2,9%, per mettere in campo le risorse di cui il Paese ha bisogno senza violare i vincoli europei del 3%. La spesa inizialmente prevista era di 4 miliardi, ma è stata aumentata a 7,5 miliardi nei giorni scorsi e oggi a 25 miliardi, di cui 5, appunto, di sforamento (al momento potenziale). «È possibile che alcuni di questi interventi nello stanziamento di questi fondi potranno essere alleggeriti dall’Europa e quindi che l’impatto sullo Stato sia minore. Ma siamo perfettamente in grado di reggere», spiega il titolare del Mef.

Dopo le misure per contenere i contagi e il nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, l’esecutivo si sta concentrando sugli aiuti a imprese e famiglie per attutire il colpo che il rallentamento della produzione avrà sulla vita lavorativa di molti cittadini. «Nessuno perderà il lavoro per il coronavirus», dice il ministro Gualtieri. «C’è la disponibilità del governo e mia per potenziare la macchina organizzativa che sta organizzando gli sforzi contro il contagio», dice Conte rispondendo a una domanda sul dibattito sulla figura del supercommissario. «Lo spazio dove agire in modo coordinato è quello delle acquisizioni delle apparecchiature per terapia intensiva e subintensiva. È mia intenzione nominare una persona che possa lavorare a questo». «È un’emergenza sanitaria dove la competenza è delle regioni», spiega Conte. «In questa fase non c’è efficacia nell’avocare a livello centrale le loro competenze. Lavoriamo con questo modello, che sta funzionando: coordinamento di tutte le sanità regionali con il ministro della Salute, protezione civile per il livello operativo, e potenziare la risposta». IN ALTO IL VIDEO

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