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Coronavirus, seconda vittima in Italia: è una donna, forse collegata a focolaio Codogno

Salgono a due le vittime di Coronavirus in Italia. Dopo il 78enne padovano Adriano Trevisan, la seconda persona deceduta è una donna residente in Lombardia che potrebbe essere collegata ai casi del focolaio di Codogno. In Italia, al momento, ci sono 29 casi di contagio accertati, 30 con l’anziano morto nella serata di ieri: 27 in Lombardia e 2 in Veneto.

Gli ultimi casi accertati sono un paziente ricoverato da 5 giorni in reparto di pneumologia all’Ospedale Civile di Cremona, un uomo di 67 anni di Dolo in terapia intensiva a Padova e un altro uomo proveniente dal Lodigiano ricoverato a Como, nel reparto di malattie infettive. Resta in prognosi riservata il 38enne di Codogno, il cosiddetto “paziente uno” che ha trasmesso la malattia anche sua moglie incinta di 8 mesi. Infettati anche un compagno di sport, 5 operatori sanitari, 3 pazienti ricoverati in ospedale a Codogno e 3 frequentatori del suo stesso bar.

Dieci comuni del Lodigiano sono isolati e sono in quarantena 250 persone che hanno avuto contatti con i contagiati. Un’area dove abitano 50mila persone: Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e Sanfiorano.

Presto scatteranno anche in Veneto le misure restrittive già attivate nel Lodigiano, come ha fatto sapere il ministro della Salute, Roberto Speranza al termine della riunione alla protezione civile tenutasi venerdì sera. “Siamo al lavoro per un’ulteriore ordinanza che sarà sottoscritta con la regione Veneto. L’obiettivo è contenere in aree geografiche limitate l’epidemia” ha spiegato il ministro sottolineando che i provvedimenti ricalcheranno quelli già attuati per i 10 comuni in provincia di Lodi.

In Campania sono risultati negativi i test su due casi sospetti: uomo di nazionalità bulgara giunto con una polmonite alla clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno (Caserta) e un bambino di tre anni ricoverato all’ospedale di Cava de’ Tirreni (Salerno). Negativo il test anche su un uomo di mezza età della provincia di Bergamo ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII.

La psicosi per il coronavirus ha provocato disagi ai passeggeri di un treno Frecciaargento proveniente da Roma che venerdì sera sono rimasti bloccati per un’ora e mezza a bordo nella stazione di Lecce dopo la segnalazione fatta da uno di loro alla polizia della presenza sul convoglio un passeggero salito a Bari che aveva riferito di essere di ritorno dalla Cina. Gli agenti muniti di mascherine sono saliti a bordo per identificare il viaggiatore che è stato subito visitato da personale della Asl ed è risultato sano. Il giovane ha riferito di essere stato sottoposto a controlli sia in Cina che al rientro in Italia. L’Asl ha disposto comunque che venga monitorato per 15 giorni, insieme altri passeggeri della carrozza su cui viaggiava.

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