Aversa

Aversa, al cimitero accadono “cose dell’altro mondo” ma purtroppo reali

Aversa (Caserta) – Salme ritrovate in un loculo dove non dovevano essere, scheletri coperti in malo modo da cartoni, igiene assente. “Cose dell’altro mondo”, verrebbe da dire, visto l’argomento, ma purtroppo questi episodi incredibili sono reali e si verificano all’interno del cimitero cittadino, nonostante gli esposti presentati da Leonardo Di Guida.

«Nell’attesa di risposte da parte del comune di Aversa e dalla Procura di Napoli Nord – afferma quest’ultimo – continua l’orrore al cimitero di Aversa. Ormai è trascorso un anno da quando furono rinvenuti dieci scheletri nel loculo di mia nonna materna, episodio questo legato al fenomeno delle esumazioni e traslazioni clandestine, l’unica protezione di quei poveri resti è quella dei cartoni che mal celano i misfatti del cimitero». «Nei giorni scorsi – continua Di Guida – ho saputo che sono state bloccate le esumazioni che erano rimaste ferme già da diversi anni. Un fatto grave che ho visto personalmente è quello dell’assenza di ogni elementare norma di igiene da parte degli operatori delle esumazioni. L’unica protezione che adottano sono i guanti che intrisi di liquidi cadaverici vengono lavati alle fontanine ubicate nei vari viali del cimitero».

«A tal proposito, – continua – suggerisco ai tanti visitatori di usare fazzolettini per manovrare i rubinetti delle fontanine per i motivi sovraesposti le stesse precauzioni devono essere assunte anche sui piccoli marciapiedi che delimitano i loculi comunali visto che lì vengono adagiati i cadaveri prima di essere tumulati. Gli stessi cadaveri vengono trasportati su un porta bare senza alcuna chiusura atta ad impedire una visione da film horror». «Negli anni settanta – conclude Di Guida – c’era la buona abitudine di fare presidiare queste operazioni da un medico dell’Asl. Infine, vorrei chiedere ai responsabili del cimitero di Aversa che fine fanno i proventi delle quote condominiali che i possessori dei loculi comunali pagano ogni anno, visto le condizioni pietose in cui versano gli stessi».

«Mia mamma – afferma un’altra signora – sarebbe dovuta esser esumata sabato prossimo. Dopo un esborso di circa 300 euro, mi ritrovo, nell’arco di 24 ore, che mi hanno dato la splendida notizia del blocco, a parte l’esborso che per molti non è nulla ma per una semplice famiglia che vive dignitosamente comunque è una spesa. Il giorno prima mi hanno dato i vaglia per il pagamento e alle 14 del giorno dopo mi chiamano per informarmi del blocco. Un dolore nel dolore». C’è, poi, chi maggiormente informato, afferma: «Gli attrezzi non ci sono. Le persone che lavorano al cimitero sono costrette a lavorare con attrezzi vecchi di decenni o addirittura senza attrezzi specifici. Le persone che puliscono non sono due anche perché i dipendenti comunali che ci sono non sono lì per pulire vicino ai loculi. La donna che lavora lì dentro è l’unica addetta al verde, una sola persona per un cimitero intero, pulire una zona significa poi ritornarci qualche settimana dopo ed è ovvio non sia tutto questo splendore…informatevi prima di puntare il dito verso le persone e se proprio volete la scopa per pulire portatela da casa perché quella che vedete lì è unica, vecchia ed anche rotta».

Insomma, un luogo che, almeno a prima vista, sembrerebbe essere stato in balìa di se stesso, completamente abbandonato alla mercé di pochi che fanno i propri comodi incontrollati. Basti ricordare che a luglio scorso il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Roberto Romano denunciò la presenza di decine e decine di bare già utilizzate che, una volta dissotterrati i cadaveri (attività ufficialmente sospesa da alcuni anni all’epoca), venivano semplicemente accatastate.

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