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Volevano costituire partito nazista in Italia, c’è anche un esponente della ‘Ndrangheta

Volevano costituire un movimento d’ispirazione apertamente filonazista, xenofoba ed antisemita denominato “Partito Nazionalsocialista Italiano dei Lavoratori”. E’ quanto emerso dalle indagini della Digos di Enna e del Servizio Antiterrorismo Interno che hanno portato a 19 perquisizioni in tutta Italia nei confronti di altrettanti estremisti di destra. Ai vertici del gruppo c’era anche una donna che si faceva chiamare “sergente maggiore di Hitler”.

Indagato anche un esponente della ‘ndrangheta – Tra le persone coinvolte nell’inchiesta figura anche un pluripregiudicato calabrese, ex “legionario” ed esponente di spicco della ‘ndrangheta, con un passato da collaboratore di giustizia e già referente di Forza Nuova per il Ponente ligure. Alcuni degli accusati avevano disponibilità di armi ed esplosivi.

La “sergente di Hitler” – La donna ai vertici della formazione estremista, una 50enne impiegata e incensurata, faceva parte del direttivo nazionale dell’autonominato “Partito Nazionalsocialista Italiano dei lavoratori”. Aveva il compito di reclutamento e diffusione di ideologie xenofobe. La Digos di Padova ha proceduto ad una perquisizione nei confronti della donna.

In chat l’addestramento dei militanti – Gli indagati avevano inoltre creato una chat chiusa denominata “Militia”, finalizzata all’addestramento dei militanti. Il gruppo cercava anche di accreditarsi in diversi circuiti internazionali avviando contatti con organizzazioni di rilievo come “Aryan Withe Machine – C18” (gruppo che ha dei riferimenti ai “Combattenti di Adolf Hitler” ed è espressione del circuito neonazista Blood & Honour inglese) e il partito d’estrema destra lusitano “Nova Ordem Social”.

E’ stata poi verificata la partecipazione di alcuni componenti alla “Conferenza Nazionalista” svoltasi il 10 agosto a Lisbona con l’obiettivo di creare un’alleanza transnazionale tra i movimenti d’ispirazione “nazionalsocialista” di Portogallo, Italia, Francia e Spagna. In quell’occasione, un’indagata era stata anche relatrice, distinguendosi per un  intervento dall’accesa retorica antisemita. IN ALTO IL VIDEO

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